Anche Roseto Valfortore entra ufficialmente nella rete di “Navette solidali – Mobilità per anziani, lavoro per giovani”, il progetto promosso nell’ambito del bando ANCI e finanziato con 200mila euro, pensato per rispondere a due esigenze sempre più urgenti nei piccoli centri: la mobilità degli anziani e l’occupazione giovanile.
L’iniziativa coinvolge diversi comuni dei Monti Dauni, da Biccari ad Alberona, passando per Volturino, Celle di San Vito, Motta Montecorvino, Pietramontecorvino, Casalnuovo Monterotaro, Castelnuovo della Daunia e Casalvecchio di Puglia, in una rete territoriale che punta a costruire un modello innovativo di servizi di prossimità.
Una rete tra comuni per servizi condivisi
Il progetto si fonda sulla collaborazione tra amministrazioni locali che hanno scelto di unire le forze per affrontare criticità comuni, in particolare quelle legate allo spopolamento e alla carenza di servizi.
L’obiettivo è creare un sistema di mobilità sociale sostenibile, capace di migliorare la qualità della vita nelle aree interne attraverso soluzioni concrete e condivise.
Navette per gli anziani e contrasto all’isolamento
Cuore dell’iniziativa è l’attivazione di servizi di micro-mobilità a basso impatto ambientale: navette di comunità destinate ad accompagnare gli anziani autosufficienti verso strutture sanitarie, attività culturali e momenti ricreativi.
Un intervento pensato per contrastare l’isolamento sociale e garantire maggiore autonomia, soprattutto nei territori dove il trasporto pubblico è limitato o del tutto assente.
Opportunità di lavoro per i giovani under 35
Accanto al sostegno agli anziani, il progetto punta anche a creare nuove opportunità occupazionali per i giovani. Le navette saranno infatti gestite da operatori under 35, favorendo l’inserimento lavorativo nei servizi di prossimità.
Un modello che mira a generare un circolo virtuoso, rafforzando allo stesso tempo il legame tra generazioni e il senso di comunità.
Un progetto per il futuro dei territori interni
“Navette solidali” si propone come risposta concreta a due problemi strutturali dei piccoli comuni: le difficoltà negli spostamenti per gli anziani e la mancanza di lavoro stabile per i giovani.
Gli obiettivi sono chiari: migliorare la mobilità degli over 65, ridurre l’isolamento sociale, creare occupazione e rafforzare le relazioni tra generazioni. Con l’ingresso di Roseto Valfortore, il progetto si consolida come esempio di innovazione sociale e sviluppo locale nei Monti Dauni.












