Si apre nel segno dello scontro tra accusa e difesa il processo a Donato Romano, muratore foggiano di 45 anni, imputato per l’omicidio di Giovanni Mastropasqua detto “Gigi”, il fruttivendolo ucciso il 19 giugno 2025 in via Zuretti a Foggia.
Nel corso dell’udienza odierna è stato formalmente aperto il dibattimento, con le parti che hanno già delineato le rispettive strategie processuali. Al centro del confronto, in particolare, il nodo della premeditazione, elemento che la difesa punta a escludere.
I legali di Romano hanno chiesto l’acquisizione di un video che, a loro dire, dimostrerebbe l’assenza di un piano preordinato per uccidere. Secondo la ricostruzione difensiva, l’imputato avrebbe agito “di impeto”, spinto da timore e tensione nel momento dell’incontro con la vittima.
Un altro elemento su cui insiste la difesa riguarda la disponibilità dell’arma: la pistola, sostengono, sarebbe stata già in possesso di Romano anche in altre occasioni e non procurata appositamente per il delitto.

Contestata inoltre la tesi dell’appuntamento preorganizzato. Sempre secondo la difesa, l’incontro tra Romano e Mastropasqua sarebbe stato fissato lo stesso giorno tramite un parente della vittima, elemento che rafforzerebbe l’assenza di premeditazione, pur confermando che l’imputato aveva con sé l’arma.
Tra i passaggi evidenziati anche la frase attribuita a Mastropasqua – “Vuoi andare a chiamare pure a Gesù Cristo” – che, secondo la difesa, avrebbe contribuito ad alimentare la tensione fino al gesto estremo.
Le richieste delle parti
La difesa ha chiesto l’ammissione di 14 testimoni, mentre il pubblico ministero ha indicato una lista molto più ampia, con circa 50 persone da ascoltare.
Tra gli elementi su cui si concentrerà il dibattimento ci sono anche alcuni video pubblicati su TikTok, nei quali Romano avrebbe minacciato presunti debitori, arrivando a dire che avrebbe preso le loro case in caso di mancati pagamenti. Di alcuni di questi TikTok proprio l’Immediato se ne occupò nei giorni successivi al delitto.
Intercettazioni e prossime udienze
Il giudice si è riservato sulle richieste avanzate dalle parti, tra cui quella relativa all’acquisizione del video ritenuto centrale dalla difesa.
Disposta invece una perizia per la trascrizione di alcune intercettazioni ambientali registrate in carcere.
Il processo entrerà nel vivo il prossimo 17 aprile, quando inizierà l’escussione dei primi testimoni dell’accusa, in particolare gli agenti di polizia giudiziaria intervenuti nelle fasi iniziali delle indagini.








