Proseguono le verifiche sulla frana di Petacciato, in Molise, che ha paralizzato la dorsale adriatica compromettendo viabilità stradale e ferroviaria. In queste ore sono in corso approfondite valutazioni geologiche per definire le strategie di intervento.
Valutazioni in corso e riunione tecnica
“Stanno facendo in questo momento delle valutazioni geologiche con il centro di competenza del Dipartimento della Protezione civile”, ha spiegato il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano, annunciando una riunione tecnica per stabilire le linee di azione.
L’obiettivo è comprendere l’evoluzione del fenomeno e verificare le condizioni di sicurezza necessarie per intervenire.
Una frana “enorme” che ha isolato l’Adriatica
Ciciliano ha parlato di una frana “storica, grande, enorme”, che si è riattivata interessando circa 4 chilometri quadrati di territorio. L’evento ha costretto all’evacuazione di una cinquantina di persone e ha avuto un impatto pesantissimo sulle infrastrutture.
Compromesse la statale 16, già danneggiata dal crollo del ponte sul Trigno, l’autostrada A14 e la linea ferroviaria adriatica, deformata dal movimento del terreno.
Priorità: ripristinare i collegamenti
La priorità resta il ripristino della viabilità, sia su gomma sia su ferro. Nel frattempo, sono state attivate soluzioni alternative per limitare i disagi.
Per il traffico pesante si sta deviando il flusso lungo l’Autostrada del Sole, con collegamenti verso la Napoli-Bari e la Bari-Foggia. Per i treni, invece, l’alta percorrenza è stata spostata sulla direttrice Bologna-Roma-Caserta-Foggia.
“L’asse adriatico è strategico, quindi è importante fare presto. Ma bisogna fare presto e bene”, ha sottolineato Ciciliano.
Tempi incerti e lavori da ripensare
Sui tempi di ripristino non ci sono ancora certezze. “Servirà più di qualche giorno per completare le valutazioni tecniche”, ha spiegato il capo della Protezione civile.
Solo dopo si potrà capire se sarà possibile intervenire in sicurezza e avviare i lavori per riaprire le infrastrutture. Intanto, la frana ha già messo in discussione interventi idraulici precedentemente programmati, rendendo necessario ripartire da capo.
Una situazione complessa che continua a incidere pesantemente sulla mobilità tra Nord e Sud lungo la costa adriatica.












