Parte dalle vette dell’Himalaya una delle iniziative umanitarie più ambiziose degli ultimi anni, capace di intrecciare sport estremo, racconto e solidarietà globale. A guidarla è la campagna “Rising Dreams – Everest for Gaza”, che punta a raccogliere 10 milioni di dollari per sostenere i bambini della Striscia di Gaza, duramente segnati dal conflitto.
Una spedizione tra impresa e simbolo globale
Nel cuore del Nepal, tra le altitudini di Namche Bazaar, prende forma una spedizione che va ben oltre la sfida sportiva. Il progetto riunisce un team internazionale guidato dall’alpinista palestinese-giordano Mostafa Salameh e vede la partecipazione dell’unico italiano coinvolto, Leonardo Antonio Avezzano, filmmaker ed esploratore originario di San Severo.
L’obiettivo è tanto concreto quanto simbolico: raggiungere la vetta del Monte Everest portando con sé i sogni scritti a mano dai bambini di Gaza. Un gesto potente, pensato per trasformarsi in un messaggio universale di speranza.
Il ruolo dell’italiano Leonardo Avezzano
Figura centrale nella narrazione del progetto è Leonardo Antonio Avezzano, chiamato a documentare l’intera spedizione. Attraverso immagini e storytelling, il filmmaker racconterà non solo la scalata, ma soprattutto le storie dei bambini, la loro resilienza e la capacità di continuare a immaginare un futuro diverso.
“Se dei bambini che hanno perso così tanto riescono ancora a sognare, allora la responsabilità è di tutti noi: aiutare quei sogni a salire più in alto”, afferma Avezzano, sottolineando il valore etico e collettivo dell’iniziativa.
Un progetto umanitario oltre la montagna
La spedizione rappresenta il cuore di una campagna internazionale che mira a fornire aiuti concreti: cure mediche, supporto psicologico e strumenti per ricostruire il futuro di una generazione segnata dalla guerra. Tra le organizzazioni coinvolte figura la Al-Khair Foundation, attiva sul campo con interventi umanitari.
“I bambini di Gaza continuano a sognare, nonostante tutto. L’Everest è solo il simbolo. La vera scalata appartiene a tutti noi”, aggiunge Mostafa Salameh, rilanciando il senso collettivo del progetto.
Un documentario per raccontare la speranza
L’intero viaggio, dalle testimonianze dei bambini fino alla vetta più alta del mondo, sarà raccontato in un documentario che darà voce ai sogni e alla resilienza di chi vive in condizioni estreme. Un racconto destinato a sensibilizzare l’opinione pubblica internazionale e a trasformare l’impresa in un movimento globale.
La campagna “Rising Dreams” si rivolge a cittadini, comunità e istituzioni con una domanda diretta e coinvolgente: “Come sceglierai di unirti alla scalata?”.













