Il prezzo del gasolio agricolo continua a salire senza sosta e mette in ginocchio le imprese pugliesi. Oggi ha raggiunto quota 1,67 euro al litro, un livello definito “insostenibile” da CIA Agricoltori Italiani Puglia, che lancia l’allarme su un settore ormai vicino al collasso.
Prezzi triplicati in pochi mesi
Fino a pochi mesi fa il costo si aggirava intorno ai 90 centesimi al litro. Poi l’impennata: 1,20 euro dopo i primi bombardamenti in Iran, fino agli attuali 1,67 euro.
Un aumento che arriva in un momento cruciale per le lavorazioni agricole, in particolare per le attività obbligatorie di contrasto alla Xylella, con conseguenze pesanti soprattutto nel Salento ma estese a tutta la regione.
“Siamo vicini al punto di non ritorno”
“A Governo e Unione Europea chiediamo con urgenza azioni per impedire che l’agricoltura si fermi”, dichiara Gennaro Sicolo, presidente di CIA Puglia.
“Alla Regione chiediamo un provvedimento di sostegno d’emergenza per le aziende agricole. Il credito d’imposta? Una misura importante, ma ormai vanificata dagli aumenti continui del carburante. Siamo alla follia”.
Rischio razionamento e lavori compromessi
Alla crescita dei prezzi si aggiunge anche il problema dell’approvvigionamento. Alcuni fornitori avrebbero già iniziato a parlare di possibili forme di razionamento del gasolio.
Una prospettiva che potrebbe compromettere le lavorazioni nei campi proprio nelle settimane decisive per la stagione agricola.
Emergenza in tutta la Puglia
La crisi riguarda l’intero territorio regionale. Nel Foggiano, soprattutto nei Monti Dauni, centinaia di ettari risultano ancora allagati dopo le recenti ondate di maltempo, con aziende isolate a causa di strade impraticabili.
Danni alle colture si registrano anche nel Brindisino, nel Tarantino, nell’area metropolitana di Bari, nella Bat e nel Salento, già colpito da vento forte e grandinate.
Esposto alla Guardia di finanza
Lo scorso 21 marzo CIA Puglia ha presentato un esposto al Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Bari, denunciando possibili manovre speculative dietro l’aumento dei prezzi di carburanti, materie prime e fertilizzanti.
“Tra i campi e il carrello della spesa, a pagare sono agricoltori e consumatori”, sottolinea Sicolo. “Le imprese continuano a produrre indebitandosi, mentre i prezzi al consumo restano altissimi. La situazione sta per diventare irreversibile”.
Appello alle istituzioni
Dal mondo agricolo arriva quindi una richiesta chiara: interventi immediati e strutturali per evitare il blocco del settore.
Un comparto già messo a dura prova da crisi climatiche e fitosanitarie, che ora rischia di fermarsi sotto il peso dei costi di produzione sempre più elevati.












