La partita politica a San Giovanni Rotondo entra nel vivo e segna una svolta decisiva: il campo largo ritrova compattezza e ufficializza la candidatura di Maria Teresa Fiore a sindaca. Un risultato maturato dopo giorni di trattative e tensioni interne, ricomposte grazie a un’intensa attività di mediazione guidata dall’assessore regionale Raffaele Piemontese.
La regia di Piemontese
È stato proprio Piemontese, su mandato delle segreterie regionali, a condurre un lavoro capillare di ricucitura tra le diverse anime della coalizione progressista. Incontri, telefonate e confronti serrati con i protagonisti locali – dal Partito Democratico al Movimento 5 Stelle, passando per figure come Matteo Masciale e Salvatore Mangiacotti – hanno permesso di superare una fase di frammentazione che rischiava di tradursi in candidature multiple. L’obiettivo, come sottolineato dallo stesso assessore, era chiaro: evitare divisioni e “ricomporre il tutto”, dando vita a una sintesi politica condivisa. Una “quadra” costruita anche grazie al contributo delle realtà locali e alla disponibilità di alcuni protagonisti a fare un passo indietro in nome dell’unità.
La candidatura di Fiore
A incarnare l’accordo è Maria Teresa Fiore, dirigente scolastica e figura già nota nel panorama politico cittadino. La sua candidatura rappresenta il punto di equilibrio tra le diverse sensibilità del campo largo, che a differenza delle precedenti esperienze ha trovato una convergenza tra Pd e M5S. Fiore, già candidata alle Regionali nella lista dem in ticket proprio con Piemontese, aveva raccolto un consenso significativo sul territorio, sfiorando l’elezione. Un profilo che oggi viene rilanciato per guidare la coalizione in vista delle amministrative. Determinante, in questo senso, il passo indietro di altri possibili candidati come Giuseppe Siena e Giuseppe Mangiacotti, che hanno scelto di ritirarsi dalla competizione per favorire la costruzione di un fronte unitario.
Una sfida simbolica
San Giovanni Rotondo assume un valore politico particolare anche per il riferimento nazionale al Movimento 5 Stelle, essendo la città simbolo di Giuseppe Conte. Non a caso, lo stesso Piemontese ha richiamato il contesto nazionale, sottolineando come l’intesa locale si inserisca in una dinamica più ampia di collaborazione tra le forze progressiste. La città arriva al voto dopo il commissariamento seguito alla caduta dell’amministrazione guidata da Filippo Barbano, scenario che rende ancora più significativa la ricomposizione del fronte politico.
Verso le elezioni
Le elezioni amministrative sono fissate per il 24 e 25 maggio, con eventuale ballottaggio a giugno. Il lavoro di mediazione, però, non si ferma qui: Piemontese ha già dato disponibilità a proseguire il confronto anche nei prossimi giorni, facilitando ulteriori passaggi organizzativi e politici. Dopo settimane di incertezza, il campo largo si presenta ora compatto ai nastri di partenza. Una ricomposizione che porta la firma politica di Piemontese e che potrebbe rivelarsi decisiva nella corsa alla guida della città.










