Il caso del Liceo scientifico “Guglielmo Marconi” di Foggia si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo il trasferimento del corso quadriennale nella sede succursale, i genitori degli studenti tornano a protestare denunciando il mancato rispetto delle condizioni promesse al momento dell’iscrizione.
Nelle ultime ore sono arrivate segnalazioni formali, guidate dal rappresentante dei genitori Arturo Pagano, che evidenziano come gli studenti, una volta trasferiti, non abbiano trovato le dotazioni previste dal progetto sperimentale.
“Promesse disattese”: il nodo delle aule 3.0
Al centro della contestazione c’è l’assenza delle cosiddette aule 3.0 e dei laboratori scientifici, elementi fondamentali del percorso quadriennale autorizzato dal Ministero.
Secondo i genitori, il progetto prevedeva espressamente ambienti innovativi e attrezzature tecnologiche a supporto della didattica. La sede succursale, invece, non disporrebbe di queste strutture, compromettendo la qualità dell’offerta formativa.
Una situazione che viene definita come una vera e propria discontinuità rispetto agli impegni assunti dall’istituto.
L’esposto agli enti competenti
Per questo motivo è stata inviata una richiesta formale di verifica ispettiva all’Ufficio scolastico territoriale, all’Ufficio scolastico regionale e al Ministero dell’Istruzione.
L’obiettivo è accertare se la sede attuale sia compatibile con i requisiti previsti dal percorso sperimentale e se siano stati rispettati gli standard didattici e strutturali richiesti.
Secondo quanto riportato nelle segnalazioni, la mancanza di laboratori e aule innovative potrebbe configurare una violazione degli impegni assunti e incidere negativamente sul percorso degli studenti.
Le segnalazioni già avanzate nel 2025
Le criticità, però, non emergono oggi. Già nel 2025 i genitori avevano sollevato dubbi e preoccupazioni sul trasferimento del corso quadriennale nella sede distaccata.
In particolare erano state segnalate l’assenza di laboratori, i disagi logistici, la carenza di servizi e le difficoltà legate ai trasporti, elementi che avevano portato a chiedere il mantenimento delle classi nella sede centrale fino al completamento del ciclo.
Oggi, alla luce del trasferimento avvenuto, quelle criticità vengono riproposte come problemi concreti già riscontrati nella quotidianità scolastica.
Qualità didattica e futuro del corso
Al centro della vicenda resta la qualità dell’offerta formativa. Il percorso quadriennale rappresenta una sperimentazione avanzata, basata su metodologie innovative e sull’utilizzo di strumenti tecnologici e laboratoriali.
Secondo i genitori, l’assenza di queste condizioni rischia di compromettere non solo l’esperienza didattica degli studenti, ma anche la credibilità e l’attrattività futura del corso.
Attesa per le risposte ufficiali
Il confronto resta aperto. I genitori chiedono risposte e interventi concreti, mentre si attendono eventuali verifiche da parte degli enti competenti.
Nel frattempo, annunciano ulteriori iniziative a tutela del diritto allo studio e del rispetto degli standard previsti dal progetto sperimentale.












