Il futuro di Casa Sollievo della Sofferenza non può più aspettare. A lanciare l’allarme è Franco Moscone, arcivescovo del Gargano e presidente della Fondazione che guida l’ospedale voluto da Padre Pio, tornato a parlare apertamente di una crisi profonda e di possibili dimissioni.
Debiti pesanti e clima teso
La situazione finanziaria della struttura è definita “non ottimale”, con una esposizione debitoria che supera i 100 milioni di euro. Un dato che alimenta preoccupazioni sul futuro di uno dei principali presidi sanitari del Sud Italia, punto di riferimento per il Gargano e non solo.
Negli ultimi mesi il malessere si è tradotto anche in mobilitazioni e proteste, con timori concreti per possibili tagli e ricadute occupazionali.
“Le dimissioni sono l’ultima carta”
Moscone non nasconde la gravità del momento e rilancia con parole nette: “Le dimissioni, che ho nel cassetto da due anni, sono l’ultima carta che mi posso giocare”.
Un gesto che, precisa, ha anche il valore di una provocazione: “È voluta, con il desiderio che chi può assumersi più responsabilità lo faccia in fretta”.
“Sono io il primo imputato”
L’arcivescovo non risparmia nessuno, a partire da sé stesso: “Il primo imputato sono io, prima della proprietà, della direzione e della Regione”.
Un’assunzione di responsabilità che si accompagna alla richiesta di un cambio di passo collettivo.
Le cause della crisi
Tra le criticità indicate da Moscone ci sono la mancanza di dialogo con la Regione, le tensioni interne e una gestione che necessita di maggiore coesione.
“Non dobbiamo farci la guerra”, ammonisce, invocando unità e collaborazione per salvaguardare il futuro dell’ospedale.
Il nodo dei ruoli
Sul tavolo anche una questione strutturale: il doppio ruolo di vescovo e presidente della Fondazione.
“Dovrebbero essere distinti e separati”, sottolinea Moscone, evidenziando come questa sovrapposizione possa creare difficoltà rispetto alla missione pastorale.
E aggiunge un elemento decisivo: in caso di dimissioni dalla presidenza, lascerebbe anche l’arcidiocesi garganica.
Un passaggio decisivo
La crisi di Casa Sollievo entra così in una fase cruciale, tra difficoltà economiche, tensioni interne e richieste di intervento alle istituzioni.
Le parole di Moscone segnano un punto di svolta e rilanciano l’urgenza di decisioni rapide per garantire la tenuta di una struttura simbolo della sanità e del territorio.










