L’Università di Foggia aderisce all’iniziativa nazionale “Le Università per Giulio”, promossa dalla senatrice a vita Elena Cattaneo a dieci anni dalla scomparsa di Giulio Regeni, il giovane ricercatore ucciso in Egitto nel 2016.
L’appuntamento è fissato per il 14 maggio alle ore 19 nell’Aula Magna Valeria Spada, dove sarà proiettato il documentario “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”, prodotto da Fandango e Ganesh Produzioni, seguito da un dibattito sui temi della libertà di studio e di ricerca.
L’evento e i protagonisti
L’iniziativa, che aprirà i quattro giorni della manifestazione “La Città che vorrei”, vedrà la partecipazione del delegato rettorale alla Terza missione e Comunicazione Danilo Leone e delle coordinatrici dell’incontro, Luigia Trabace e Maria Grazia Morgese.
La proiezione sarà accompagnata da un confronto aperto con docenti, studenti e ospiti, con l’obiettivo di approfondire il valore della libertà accademica e dei diritti umani anche nel contesto internazionale attuale.
Una mobilitazione nazionale
Il progetto coinvolge 76 università italiane e oltre 15mila partecipanti tra studenti, ricercatori e cittadini, con eventi in programma tra aprile e maggio.
L’iniziativa è stata presentata in Senato alla presenza, tra gli altri, della senatrice Cattaneo, dei genitori di Giulio Regeni, Paola Deffendi e Claudio Regeni, dell’avvocata Alessandra Ballerini e del regista Simone Manetti.
Il messaggio dell’ateneo
“L’adesione a questa iniziativa rappresenta per il nostro Ateneo un momento di riflessione condivisa su valori fondamentali come la libertà di studio e di ricerca”, ha dichiarato il rettore Lorenzo Lo Muzio.
Secondo il rettore, la vicenda Regeni continua a interrogare la comunità accademica e richiama alla responsabilità di difendere i principi alla base della vita universitaria, promuovendo occasioni di confronto capaci di coinvolgere l’intera cittadinanza.
Il ricordo e l’impegno
“La storia di Giulio Regeni continua a vivere attraverso un movimento di persone che si riconosce nel valore della libertà”, ha sottolineato Elena Cattaneo.
Sulla stessa linea i genitori del ricercatore, che hanno evidenziato come il documentario restituisca sia la figura di uno studioso appassionato sia la gravità delle violazioni dei diritti subite.
L’iniziativa è sostenuta dalla Fondazione Elena Cattaneo, in collaborazione con Fandango e Ganesh Produzioni.












