Si accende lo scontro politico a Foggia sul pronto soccorso veterinario H24 dopo la bocciatura dell’emendamento al Documento unico di programmazione presentato dal consigliere comunale Nunzio Angiola. Una decisione che, secondo lo stesso esponente di Cambia, rappresenta “l’ennesima occasione mancata” per dotare la città di un servizio rivolto agli animali d’affezione e alle famiglie in difficoltà.
La bocciatura in aula e le assenze
L’emendamento è stato respinto in un consiglio comunale caratterizzato da numerose assenze: 14 i voti contrari, 8 quelli favorevoli, mentre 11 consiglieri non erano presenti. Un dato che Angiola sottolinea con forza, parlando di scarso interesse su una questione ritenuta rilevante.
Nel mirino del consigliere finiscono anche la sindaca e la maggioranza, accusate di aver sostenuto il progetto durante la campagna elettorale per poi non dare seguito concreto agli impegni.
Il parere del dirigente Longo
A incidere sulla decisione, secondo Angiola, sarebbe stato anche il parere contrario del dirigente all’ambiente Saverio Pio Longo, che ha ritenuto il servizio non di competenza comunale in quanto rivolto ad animali domestici privati.
Nel documento, si evidenzia inoltre come l’eventuale attivazione del servizio, pur senza costi diretti immediati, comporterebbe comunque riflessi indiretti sul patrimonio dell’ente.
Una posizione che il consigliere contesta apertamente, sostenendo che lo stesso DUP già prevedesse tra gli obiettivi strategici l’istituzione di un servizio di assistenza veterinaria H24.
La replica: “Obiettivo già previsto”
Durante la seduta, Angiola ha depositato una nota tecnico-giuridica per confutare il parere del dirigente. Secondo questa ricostruzione, l’emendamento non avrebbe introdotto nuove competenze, ma si sarebbe limitato a indicare una modalità concreta di attuazione di un obiettivo già inserito nella programmazione comunale.
Tra le soluzioni proposte, il ricorso al project financing, ritenuto uno strumento in grado di garantire la sostenibilità economica del servizio senza gravare direttamente sul bilancio comunale.
Il tema sociale e il riferimento alla normativa
Nel documento viene richiamata anche la normativa regionale, che individua tra gli obiettivi la tutela degli animali d’affezione, la prevenzione dell’abbandono e il contrasto al randagismo.
Secondo Angiola, proprio la difficoltà economica delle famiglie nel sostenere le cure veterinarie rappresenta una delle principali cause di abbandono, motivo per cui servizi accessibili o a tariffe calmierate potrebbero avere un impatto positivo anche sulla spesa pubblica legata alla gestione dei canili.
Le accuse alla maggioranza
Il consigliere parla apertamente di atteggiamento “pilatesco” da parte dell’amministrazione, accusata di essersi “genuflessa” al parere tecnico senza approfondire possibili soluzioni.
A sostegno della propria posizione, cita esempi già attivi in altre realtà italiane, come Roma e Piemonte, dove servizi di veterinaria sociale sono stati avviati a supporto delle fasce più fragili.
Una questione ancora aperta
La vicenda riapre il dibattito sul ruolo dei Comuni nelle politiche di tutela degli animali e sul confine tra competenze istituzionali e interventi sociali.
Per Angiola, il sostegno alle famiglie con animali d’affezione rientra pienamente nelle responsabilità dell’ente locale. Una posizione che, al momento, non ha trovato sponda nella maggioranza consiliare.










