Una realtà definita “una ferita aperta nel cuore dell’Italia e dell’Europa”. È con queste parole che l’europarlamentare Chiara Gemma, componente della commissione Occupazione e Affari Sociali del Parlamento europeo, ha descritto la situazione dei migranti nel Foggiano, al termine della visita nelle strutture di Casa Sankara e Borgo Mezzanone.
La visita della delegazione europea
Gemma ha partecipato al sopralluogo insieme a una delegazione della stessa commissione, incontrando da vicino le condizioni in cui vivono migliaia di migranti, in gran parte provenienti dal Nord Africa.
Un momento di osservazione diretta, ma anche di confronto sulle possibili soluzioni a una situazione che da anni resta irrisolta.
“Servono risposte a un problema strutturale”
“Siamo qui per dare una mano a una soluzione che ancora non arriva”, ha dichiarato l’europarlamentare, sottolineando come il fenomeno dell’immigrazione irregolare rappresenti una sfida complessa e radicata nel tempo.
Gemma ha ribadito l’impegno delle istituzioni europee nel cercare risposte concrete, evidenziando come la questione sia ormai al centro dell’attenzione dell’Unione.
Dignità e diritti al centro
Nel suo intervento, l’europarlamentare ha posto l’accento sulla necessità di garantire dignità alle persone che vivono nei ghetti.
“Queste persone reclamano in silenzio dignità prima di tutto e il riconoscimento di una vita migliore”, ha affermato, indicando come prioritaria la tutela dei diritti fondamentali.
L’impegno dell’Europa
Gemma ha infine assicurato che la commissione europea continuerà a lavorare per individuare soluzioni efficaci, pur riconoscendo la complessità del contesto.
“L’Europa sta attenzionando questi luoghi e questo rappresenta un segnale importante”, ha concluso, ribadendo la volontà di trasformare l’attenzione in interventi concreti.
Una visita che riporta al centro del dibattito la questione dei ghetti nel Foggiano, tra emergenza sociale, diritti e politiche migratorie.










