Il degrado non ha nazionalità e la sicurezza deve essere garantita a tutti, senza distinzioni. È il messaggio lanciato dal Centro Culturale Islamico di Foggia Bangladesh (CCIFB), che interviene sulla situazione del quartiere Ferrovia chiedendo maggiore attenzione da parte delle istituzioni.
Nel comunicato diffuso il 29 marzo, l’associazione sottolinea come fenomeni di devianza – dalla droga all’alcol fino alle baby gang – non possano essere ricondotti a una singola comunità. “Il crimine non ha bandiere”, ribadiscono, invitando a evitare generalizzazioni che colpiscono ingiustamente i cittadini stranieri.
Il nodo del degrado e della sicurezza
Il riferimento è anche a episodi recenti documentati nella zona della stazione, dove sono state segnalate situazioni di abbandono e marginalità. Il CCIFB richiama l’attenzione dell’amministrazione affinché il quartiere ferrovia, da sempre considerato uno dei punti più delicati della città, non venga lasciato al degrado.
Secondo l’associazione, è fondamentale garantire il rispetto delle regole, a partire dall’applicazione delle ordinanze già esistenti, come quella sul consumo di alcol, e rafforzare i controlli sul territorio.
“Basta associare gli stranieri ai problemi del quartiere”
Uno dei punti centrali del comunicato riguarda il rischio di stigmatizzazione. Ogni episodio negativo, si legge, finisce per ricadere sulla comunità straniera, anche quando non vi è alcun collegamento diretto.
Per questo il Centro culturale islamico invita a distinguere tra fenomeni di illegalità e presenza multietnica, ricordando come in molte città europee le aree intorno alle stazioni siano naturalmente caratterizzate da comunità diverse, senza che ciò rappresenti un problema.
Convivenza e responsabilità condivisa
L’associazione respinge anche l’idea di spostare le comunità multietniche altrove, definita “irrealistica”, e rilancia invece la necessità di una gestione più efficace del quartiere, sotto il profilo della sicurezza, della pulizia e del decoro urbano.
Residenti e attività commerciali, italiane e straniere, devono poter convivere in un contesto ordinato e vivibile.
Disponibilità al dialogo con le istituzioni
Il CCIFB ribadisce la fiducia nelle istituzioni e nelle forze dell’ordine, riconoscendo i risultati ottenuti negli ultimi mesi, ma chiedendo uno sforzo ulteriore per rendere il quartiere ferrovia più sicuro e stabile.
Infine, l’associazione rinnova la propria disponibilità a collaborare con l’amministrazione e con le altre realtà del territorio: “Vogliamo lavorare insieme per costruire un ambiente urbano che favorisca convivenza, legalità e dignità per tutti”.










