Il Consiglio comunale di Foggia ha respinto la mozione presentata dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia sulla cosiddetta “rottamazione-quinquies”, la misura prevista dalla Legge di Bilancio 2026 per la definizione agevolata dei debiti fiscali.
Una decisione che il partito definisce “un’occasione persa”, sia per i contribuenti sia per le finanze dell’ente.
La proposta e la bocciatura
La mozione chiedeva all’amministrazione comunale di aderire alla misura nazionale per i carichi affidati all’agente della riscossione tra il 2000 e il 2023, oltre a prevedere strumenti analoghi anche per altri debiti locali.
Tra gli obiettivi indicati, anche l’aggiornamento del regolamento delle entrate, l’introduzione di piani di rateizzazione sostenibili e una campagna informativa rivolta ai cittadini.
La proposta è stata però respinta dall’aula consiliare.
Cos’è la rottamazione-quinquies
La misura consente ai contribuenti di regolarizzare i debiti versando solo la quota capitale e le spese, con lo stralcio di sanzioni, interessi e aggio. La domanda può essere presentata online entro il 30 aprile 2026.
Secondo Fratelli d’Italia, si tratta di uno strumento pensato per sostenere famiglie e imprese in difficoltà e, allo stesso tempo, migliorare la capacità di riscossione degli enti locali.
Le critiche dell’opposizione
Nel comunicato, il gruppo consiliare evidenzia come la bocciatura privi i contribuenti foggiani di una possibilità concreta di sanare la propria posizione senza ulteriori aggravi.
Allo stesso tempo, viene sottolineato il rischio per il Comune di rinunciare a uno strumento utile per aumentare la liquidità, ridurre il contenzioso e migliorare gli indici di riscossione.
I limiti e le esclusioni
Fratelli d’Italia ricorda inoltre che dalla definizione agevolata restano esclusi alcuni ambiti, come le multe al codice della strada, il canone unico patrimoniale e le rette per servizi scolastici.
Una scelta che, secondo il partito, lascia scoperti diversi settori e categorie, tra cui commercianti e famiglie.
Le conseguenze per il Comune
Secondo l’opposizione, la mancata adesione potrebbe tradursi in minori entrate effettivamente incassabili, nell’aumento del fondo crediti di dubbia esigibilità e nel mantenimento di contenziosi costosi.
Da qui la critica politica: la rottamazione-quinquies non sarebbe un condono, ma uno strumento per recuperare risorse e alleggerire il carico amministrativo.
Il tema resta ora al centro del confronto tra maggioranza e opposizione, con riflessi diretti sulla gestione finanziaria del Comune e sul rapporto con i contribuenti.










