Un dolore che non si spegne e una battaglia giudiziaria che sembra non avere fine. A pochi giorni dall’inizio del processo d’Appello bis, Giuseppe Monopoli, padre di Donato, affida a una lettera aperta tutta la sofferenza di una famiglia che da quasi otto anni attende una verità definitiva.
Donato Monopoli, 26 anni, originario di Cerignola, morì dopo sette mesi di agonia in ospedale a seguito del violento pestaggio avvenuto all’esterno di una discoteca di Foggia nell’ottobre del 2018.
“Ogni udienza è una ferita che si riapre”
“Siamo arrivati a un nuovo, sofferto bivio”, scrive il padre, riferendosi alla decisione della Corte di Cassazione che ha annullato con rinvio la sentenza d’appello, aprendo la strada a un nuovo processo.
Parole che raccontano il peso umano dietro i passaggi giudiziari: “Per molti questi sono solo termini tecnici. Per noi ogni nuova udienza è una ferita che si riapre”.
Un percorso lungo e doloroso: “Sono passati quasi otto anni da quella terribile aggressione e quasi sette da quando Donato ci ha lasciato per sempre”.
Le condanne e il nuovo processo
Gli imputati, Francesco Stallone e Michele Verderosa, erano stati condannati in secondo grado a 10 e 7 anni di reclusione. Una sentenza arrivata dopo la derubricazione del reato da omicidio volontario a omicidio preterintenzionale da parte della Corte d’Assise d’Appello di Bari nel maggio 2024.
In primo grado, invece, nel giugno 2022, la Corte d’Assise di Foggia aveva inflitto pene più severe: 15 anni e 6 mesi per Stallone e 11 anni e 4 mesi per Verderosa.
Ora, con l’Appello bis, si torna nuovamente in aula.
“Un Paese che deve interrogarsi sulla giustizia”
Nella lettera, il padre allarga lo sguardo oltre la vicenda personale: “La storia di Donato riguarda i figli di tutti noi. Un Paese in cui si può morire a 26 anni e dopo quasi otto anni non si ha ancora una parola definitiva sulla colpevolezza è un Paese che deve riflettere sul senso della propria giustizia”.
E aggiunge: “Non sappiamo quanto sarà ancora lungo questo cammino, ma lo percorreremo fino all’ultimo centimetro. Lo dobbiamo a Donato”.
Il racconto anche al Tg1
La vicenda ha avuto anche una forte eco nazionale. Ieri sera il Tg1 delle 20 ha dedicato un servizio alla storia di Donato Monopoli, intervistando i genitori e riportando all’attenzione dell’opinione pubblica una tragedia che continua a chiedere giustizia.
La speranza di una verità definitiva
“Ci auguriamo che questo Appello bis riconosca, una volta per tutte, il peso incalcolabile di ciò che ci è stato tolto”, conclude il padre.
Parole che racchiudono la richiesta più semplice e più difficile: una verità definitiva, dopo anni di dolore e attese.










