Anoressia, bulimia, binge eating disorder, vigoressie, ortoressia: sono tra i più ricorrenti disturbi alimentari che colpiscono prevalentemente i giovani. “Nascono spesso nel silenzio, nella solitudine, in un dolore che nessuno ha saputo ascoltare” ha spiegato la nutrizionista Paola Guerra presentando la “panchina lilla”. “Un piccolo segno ma dai significati profondi – ha realizzato – che vuole dare un segnale molto grande: far sentire meno sole le persone che soffrono di questi disturbi”.
È stata predisposta in un angolo della villa comunale a ricordo della XV Giornata del Fiocchetto Lilla, per l’iniziativa co-organizzata dall’amministrazione comunale e dall’associazione “Mi Nutro di Vita” con “l’obiettivo – ha esposto l’assessora al Welfare, Maria Teresa Valente – di portare alla attenzione della città una problematica spesso invisibile ma profondamente diffusa, attraverso un segno concreto e riconoscibile nello spazio pubblico”.
L’arcivescovo padre Franco Moscone ha impartito la santa benedizione presenti il sindaco Domenico La Marca, la vice sindaca Cecilia Simone e una piccola folla di cittadini. “Un piccolo riferimento per richiamare l’attenzione – ha evidenziato il primo cittadino – dell’intera città su queste patologie complesse che coinvolgono il corpo e la mente che troppo spesso rimangono confinate nel buio dell’indifferenza quando richiederebbero invece ascolto e supporto”.
A rompere quel doloroso silenzio c’è ora quella panchina lilla “un invito e riflettere e riconoscere – ha ammonito l’assessora Valente – che dietro questi disturbi ci sono storie, percorsi che merito attenzione e sostegno”. Sulla panchina è apposta una targa sulla quale sono inseriti un numero telefonico e i riferimenti cui rivolgersi in caso di bisogno.
A onorare il lodevole impegno sociale, il piccolo Francesco ha letto una toccante poesia scritta per l’occasione dalla insegnante Michele Lombardi. “Un tangibile invito – ha concluso la dottoressa Guerra – a parlare di questi problemi, a combattere lo stigma, a sostenere chi soffre, a riconoscere il diritto di chiedere aiuto senza vergogna”.












