Non una cessione ai privati, ma una nuova strategia per valorizzare i monumenti simbolo di Lucera. Il sindaco Giuseppe Pitta interviene nel dibattito politico degli ultimi giorni e chiarisce la linea dell’amministrazione sulla gestione di Anfiteatro e Castello.
“Nessuna svendita, solo sviluppo”
“Non c’è alcuna intenzione di dismettere i gioielli di famiglia”, ha sottolineato Pitta, respingendo le accuse circolate nelle ultime ore. L’obiettivo, spiega, è attivare una gestione condivisa pubblico-privato, prevista dalla normativa e promossa anche dal Ministero.
L’amministrazione ha infatti pubblicato un avviso pubblico, con scadenza il 25 marzo, per individuare soggetti in grado di partecipare alla valorizzazione dei siti culturali. Tra questi, anche le associazioni locali.
Il progetto: apertura continua e nuovi eventi
L’idea è quella di garantire apertura continuativa dei monumenti, impiego di personale qualificato e organizzazione di eventi in grado di rafforzare l’attrattività turistica della città.
Un modello che, nelle intenzioni del primo cittadino, dovrebbe portare benefici non solo culturali ma anche economici e occupazionali.
Le critiche e la replica
Pitta ha risposto anche alle polemiche sul poco tempo a disposizione per partecipare al bando. “Il tempo c’è ed è quello previsto dalla legge”, ha chiarito, aggiungendo che eventuali contestazioni sembrano mirate a escludere proprio le realtà locali.
Al contrario, il sindaco ha espresso “favore e gratitudine” verso le associazioni lucerine, ritenute protagoniste negli anni di iniziative culturali di successo.
Una scelta già prevista da tempo
Secondo Pitta, la gestione condivisa dei monumenti non è una novità improvvisa, ma un percorso già delineato nel dossier per la candidatura di Lucera a Capitale italiana della Cultura e discusso in consiglio comunale.
“Abbiamo avuto il coraggio di cambiare direzione”, ha concluso, rivendicando una scelta che punta a superare le criticità del passato e a dare nuova centralità al patrimonio culturale cittadino.












