Botta e risposta tra avvocati nel caso della morte di Antonia “Ninetta” Notarangelo, la 76enne di Vieste morta sull’asfalto il 31 agosto 2025 tra le braccia della figlia. Proprio quest’ultima risulta indagata insieme a tre sanitari per omicidio colposo.
In una nota inviata a l’Immediato, gli avvocati Rosario Marino e Michele Arena, difensori dei medici iscritti nel registro degli indagati, “stigmatizzano – si legge – il comportamento del collega Michele Sodrio, il quale, nella sua qualità di difensore e patrocinatore della signora Ciuffreda (figlia della vittima, ndr), ha affermato tramite media che i medici indagati, abbiano scaricato la responsabilità sulla figlia della signora deceduta. La gravità delle dichiarazioni rilasciate dall’avv. Sodrio alla testata giornalistica merita di essere chiarita nelle opportune sedi e ciò per la fondata ragione che i medici indagati non hanno mai sporto denuncia e né mai sono stati interrogati dall’autorità giudiziaria professandosi estranei alla vicenda e confidando nel lavoro della Magistratura competente”.
Nelle dichiarazioni contestate, l’avvocato Sodrio aveva definito l’indagine sulla sua assistita un “tragico paradosso”, sostenendo che alcuni sanitari coinvolti starebbero tentando di scaricare su di lei responsabilità che non le appartengono. Il legale ha inoltre annunciato la nomina di un consulente medico legale per seguire gli accertamenti disposti dalla procura e valutare eventuali iniziative successive. “Non permetterò – ha dichiarato – che un possibile caso di grave negligenza sanitaria, tutto da accertare, venga addirittura scaricato sulla figlia della paziente deceduta”.
L’esame autoptico è stato fissato per il 17 marzo al Policlinico Riuniti di Foggia su disposizione del pubblico ministero Matteo Stella, nell’ambito di un procedimento per omicidio colposo. L’accertamento tecnico è stato qualificato come non ripetibile, proprio per la necessità di verificare eventuali violazioni di cautele o errori nell’approccio diagnostico, terapeutico o assistenziale nei confronti della paziente.
La morte di Antonia “Ninetta” Notarangelo aveva suscitato forte emozione la scorsa estate, riaccendendo il dibattito sulle difficoltà dell’assistenza sanitaria in territori complessi come il Gargano. Le indagini proseguono per ricostruire con precisione quanto accaduto e accertare eventuali responsabilità.










