A venti giorni dal referendum costituzionale del 22 e 23 marzo 2026 scoppia il caso dei tabelloni per la propaganda elettorale a Foggia. A sollevare la questione è Potito Perruggini, fondatore dell’Osservatorio nazionale Anni di Piombo e politicamente vicino a Fratelli d’Italia Foggia, che ha presentato una denuncia formale indirizzata alla sindaca Maria Aida Tatiana Episcopo, al prefetto di Foggia e, per conoscenza, al Ministero dell’Interno e alla Commissione Elettorale Circondariale.
“A 20 giorni dal voto nessun tabellone”
Secondo Perruggini, alla data del 2 marzo nel territorio comunale non risulterebbero ancora installati i tabelloni previsti dalla legge 212 del 1956 per consentire l’affissione del materiale referendario. La normativa stabilisce che la Giunta municipale debba individuare e assegnare gli spazi tra il 33° e il 30° giorno antecedente la votazione, mentre le istanze dei soggetti interessati dovevano essere presentate entro il 34° giorno precedente.
Nella denuncia si sottolinea che sarebbero trascorsi diversi giorni dalla scadenza dei termini senza che l’amministrazione abbia provveduto alla delimitazione e all’assegnazione degli spazi.
Richiamo ai diritti costituzionali
Il firmatario parla di “attacco frontale al diritto costituzionale di informazione e partecipazione democratica”, sostenendo che l’assenza dei tabelloni impedirebbe di fatto la propaganda referendaria in forme legali e controllate, soprattutto su un tema delicato come la riforma della giustizia.
Nel documento si ipotizzano possibili conseguenze giuridiche, tra cui l’omissione di atti d’ufficio ai sensi dell’articolo 328 del codice penale, e si chiede l’eventuale intervento sostitutivo del prefetto qualora il Comune non provveda in tempi rapidi.
Le richieste e la riserva di ulteriori azioni
Tra le richieste avanzate figurano l’immediata installazione dei tabelloni in tutti i centri abitati del territorio comunale, l’assegnazione degli spazi alle liste che hanno presentato istanza entro il 16 febbraio e chiarimenti pubblici da parte della sindaca e della Giunta sulle ragioni del ritardo.
Perruggini si riserva inoltre ulteriori iniziative nelle sedi competenti, inclusi eventuali esposti alla Procura della Repubblica e ricorsi amministrativi.
Nella parte conclusiva della denuncia, lo stesso firmatario precisa che, qualora i tabelloni risultassero già installati e la segnalazione fosse frutto di una svista personale, porge anticipatamente le proprie scuse, pur ribadendo la richiesta di chiarimenti sulla tempistica e sulla visibilità degli spazi.
Al momento non risultano repliche ufficiali da parte dell’amministrazione comunale.











