Il Consiglio comunale di Foggia si ferma ancora per mancanza del numero legale e scoppia la polemica politica. A intervenire con toni durissimi è il consigliere comunale Antonello Rizzi, esponente della lista “Con Foggia”, che accusa alcuni gruppi di aver disertato strategicamente l’aula per ottenere maggiore peso in Giunta.
“Quanto sta accadendo in Consiglio comunale a Foggia è grave e inaccettabile. L’assenza strategica di alcuni consiglieri, finalizzata a ottenere più spazio in Giunta o maggiori poltrone, rappresenta un atto di irresponsabilità politica e un vero e proprio ricatto istituzionale”.
“Il Consiglio non è un tavolo per spartizioni”
Nel comunicato diffuso alla stampa, Rizzi sottolinea come l’aula consiliare non possa trasformarsi in un luogo di trattative di potere. “Il Consiglio comunale non è un tavolo di trattativa per spartizioni di potere. È il luogo dove si esercita il mandato ricevuto dai cittadini. Far mancare il numero legale per piegare l’amministrazione alle proprie pretese significa anteporre interessi personali al bene collettivo”.
Secondo il consigliere, ogni seduta saltata rallenta provvedimenti importanti e blocca decisioni urgenti per la città. “Chi è stato eletto ha il dovere di essere presente, discutere, votare e assumersi la responsabilità delle proprie scelte alla luce del sole. Chi sceglie il boicottaggio per ottenere incarichi dimostra di non avere a cuore la stabilità e il futuro della città”.
L’affondo contro Pd e Movimento 5 Stelle
Nel mirino finiscono in particolare i consiglieri del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle, la cui assenza avrebbe impedito la discussione di atti ritenuti necessari per il territorio. La lista “Con Foggia”, che rivendica di rappresentare poco meno del nove per cento degli elettori foggiani, evidenzia come proprio Pd e 5 Stelle detengano le deleghe più pesanti in Giunta.
Tra queste, bilancio, politiche fiscali, patrimonio, partecipate come Amiu, Ataf, Am Service e Amgas, oltre a programmazione unitaria, fondi Pnrr, politiche sociali, ambiente, welfare e impiantistica. Rizzi sottolinea inoltre le presidenze dei consigli di amministrazione delle partecipate, ricordando le quote attribuite alle forze politiche oggi contestate.
“Per aprire una discussione seria e di rilancio dovrebbero dimettersi prima gli assessori di Pd e 5 Stelle con queste deleghe, accusati dai loro stessi consiglieri assenti in Consiglio comunale, e contestualmente i presidenti delle partecipate a loro attribuiti dalla politica”.
L’appello alla sindaca
Nel comunicato viene chiesto un intervento deciso alla sindaca Maria Aida Episcopo. “Chiediamo con forza che si ponga fine a questo spettacolo indecoroso. La politica torni a essere servizio, non mercanteggiamento. La credibilità delle istituzioni si difende con la presenza e con il lavoro, non con pressioni e giochi di potere”.
“I cittadini meritano rispetto. E il rispetto passa dall’aula consiliare”, conclude Rizzi.










