Il mondo della scuola nell’occhio del ciclone. Soprattutto gli insegnanti di sostegno. Cosa sta succedendo? Lo abbiamo chiesto al direttore della Scuola Sirio di San Severo Cristian Stefanìa. “La problematica più grande è che le Università pubbliche indicono bandi relativi all’accesso a corsi di alta formazione di specializzazione per insegnanti di sostegno. Sono corsi a numero chiuso, e i docenti che non riescono ad accedere a questa pre selettiva delle università telematiche si ritrovano fuori dal mondo della scuola. Tutto questo genera confusione, al punto di spingere i docenti ad iscriversi a università estere. Per carità, non mettiamo in dubbio la validità del percorso didattico, ma nutriamo diversi dubbi. Come si può formare un insegnante di sostegno in un Paese dove non esiste tale figura? Sorgono dubbi anche sulla formazione online. É assurdo che il docente di sostegno non segua i corsi in presenza. Immaginiamoci genitori di ragazzi bisognosi, io non affiderei mai mio figlio ad un docente che non ha mai fatto pratica in presenza”.
Intanto il Consiglio d’Europa ha più volte richiamato l’Italia, dicendo che viola i diritti degli insegnanti di sostegno. E il ministro Valditara? “Credo che anche lui ha gli stessi nostri dubbi”.










