Un confronto diretto, nato durante un soggiorno all’estero, che diventa spunto di riflessione politica sulla sicurezza urbana a Foggia. È quello proposto da Nunzio Angiola, consigliere comunale e segretario provinciale del movimento Cambia, che da Valona, in Albania, accende i riflettori sulle condizioni delle strisce pedonali nel capoluogo dauno.
“In questi giorni mi trovo a Valona. Le immagini che sono sotto i miei occhi mostrano attraversamenti pedonali ben visibili, curati, immediatamente riconoscibili, inseriti in un contesto urbano ordinato e leggibile sia per chi guida sia per chi cammina” afferma Angiola, parlando di “un esempio antologico di strisce colorate” presenti nella città albanese.
“Non è una gara tra Paesi”
Il consigliere precisa che non si tratta di “una classifica tra Paesi né di un esercizio di presunzione”, ma di un’osservazione concreta della realtà. Il nodo, secondo Angiola, è politico: “Se oggi, in una città come Valona, le strisce pedonali appaiono mediamente più leggibili e sicure di quelle di Foggia, allora il tema non è la disponibilità di risorse, ma la scala delle priorità amministrative”.
Secondo l’esponente di Cambia, a Foggia si continuerebbe a convivere con attraversamenti “per il 90% scoloriti, spesso invisibili, talvolta pericolosi”, nonostante si tratti di interventi semplici e a basso costo, ma con un impatto rilevante sulla sicurezza stradale.
Sicurezza come misura di civiltà urbana
Angiola richiama l’attenzione sull’importanza degli interventi di manutenzione ordinaria, che potrebbero contribuire a ridurre incidenti e a tutelare pedoni, anziani e bambini. “Questo confronto non ha nulla di denigratorio né di polemico. È un invito a uscire dall’autoreferenzialità, a guardare cosa funziona altrove e a chiederci perché, da noi, anche le misure più elementari restino ferme per anni”.
Per il consigliere, la sicurezza stradale non può essere considerata un tema secondario: “È una misura concreta di civiltà urbana. Ignorarla significa accettare che rischio, insicurezza e incidenti diventino parte della normalità quotidiana. Sulla sicurezza stradale non si transige”.











