“Leggere certi commenti carichi di odio, razzismo e xenofobia è profondamente amareggiante”. Con queste parole il consigliere comunale 5stelle, Francesco Strippoli interviene nel dibattito acceso dall’avvio dell’iter ministeriale per l’istituzione di una moschea a Foggia.
Un percorso amministrativo che, sottolinea il consigliere, “non nasce dal nulla” ma si inserisce in un quadro normativo chiaro, garantito dalla Costituzione.
“L’Italia è uno Stato laico”
Strippoli richiama il principio di laicità dello Stato e la tutela della libertà religiosa prevista dalla Carta costituzionale. “Non stiamo inventando nulla di nuovo – afferma – esistono già numerose moschee e luoghi di culto islamici su tutto il territorio nazionale, integrati nel tessuto sociale delle nostre città”.
Il consigliere evidenzia inoltre come a Foggia siano già presenti sale di preghiera riconosciute. “Opporsi alla creazione di una moschea ufficiale significa, nei fatti, pretendere che i fedeli continuino a pregare in luoghi angusti, poco dignitosi e privi di decoro”.
“Un percorso partecipato”
Secondo Strippoli, l’iter in corso vedrebbe “una larghissima partecipazione di tante comunità diverse”, a dimostrazione – sostiene – di una volontà di integrazione reale e trasparente.
Nel suo intervento il consigliere aggiunge anche una riflessione culturale e religiosa, ricordando che l’Islam è una religione abramitica che venera lo stesso Dio e riconosce la figura di Gesù tra i propri profeti. “La paura del diverso spesso nasce dalla semplice ignoranza dell’altro”, afferma.
“Foggia sia una comunità matura”
L’appello finale è rivolto alla città: “Foggia e i foggiani sanno essere migliori di questo clima d’odio. Dimostriamo di essere una comunità matura, accogliente e rispettosa della legge e della dignità umana”.
Il dibattito resta aperto, tra posizioni contrapposte e richiami ai principi costituzionali, mentre l’iter amministrativo prosegue secondo le procedure previste.










