Colpevolezza confermata ma pena ridotta di due anni per Ciro Campanile, ventiquattrenne foggiano arrestato il 9 ottobre 2024 alla barriera autostradale di Napoli Est con un chilo e mezzo di cocaina destinata, secondo l’accusa, al mercato del capoluogo dauno. La Corte d’Appello di Napoli ha rideterminato la condanna in 4 anni e 8 mesi rispetto ai 6 anni e 8 mesi inflitti in primo grado.
L’arresto con un chilo e mezzo di cocaina
Campanile fu fermato dalla Guardia di finanza insieme al concittadino Luca Consalvo, classe 1999, mentre a bordo di una Citroen DS si accingevano a rientrare verso Foggia. Nell’auto i militari rinvennero circa 300 grammi di cocaina in cristalli nascosti sotto il sedile del passeggero e altri 1200 grammi in polvere occultati sotto i sedili posteriori. Dalla sostanza sequestrata, secondo le stime investigative, si sarebbero potute ricavare circa 5.900 dosi.
Il gip di Nola, nel convalidare gli arresti e disporre la custodia in carcere, ipotizzò che i due fossero “ben inseriti in un’attività di spaccio tanto da affidargli un carico di un chilo e mezzo di cocaina”, evidenziando anche presunti “forti legamenti con la criminalità organizzata foggiana” e possibili collegamenti con ambienti del territorio partenopeo.
La decisione della Corte d’Appello
In primo grado, il 6 maggio 2025, il gup di Nola aveva condannato Campanile a 6 anni e 8 mesi. In appello, accogliendo la richiesta del difensore Antonello Genua – e con parere favorevole anche del pg – i giudici hanno ritenuto eccessivo l’aumento di pena applicato per la recidiva, riducendo la condanna a 4 anni e 8 mesi. Dopo un periodo in carcere, il giovane si trova da qualche mese agli arresti domiciliari.
La posizione di Consalvo
Diversa la posizione di Consalvo, difeso dall’avvocato Claudio Caira. In primo grado era stato condannato a 4 anni e 4 mesi. Il legale ha rinunciato all’appello per consentire al proprio assistito di beneficiare della riduzione di un sesto della pena prevista dalla riforma Cartabia: la condanna è così diventata definitiva a 3 anni e 8 mesi.
Le differenti pene si spiegano con l’incensuratezza di Consalvo, mentre a Campanile è stata contestata la recidiva. Il ventiquattrenne era stato infatti arrestato il 7 gennaio 2023 per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, il 24 maggio 2023 per possesso di droga – con condanna a un anno con pena sospesa – e il 10 gennaio 2024 in un blitz antidroga sull’asse Foggia-Orta Nova con l’esecuzione di quattro misure cautelari.
Durante l’interrogatorio di convalida dell’arresto, Campanile si era assunto ogni responsabilità, cercando di scagionare l’amico e sostenendo che quest’ultimo non fosse a conoscenza del carico di stupefacente.









