È stato ribattezzato il “ciclone di San Valentino” il nuovo fronte di maltempo che sta per investire l’Italia. A lanciare l’allarme è l’Anbi, l’associazione nazionale dei consorzi di bonifica, nel suo bollettino settimanale sulle risorse idriche, mentre in Puglia è già scattata l’allerta gialla per rischio idrogeologico.
Allerta gialla in Puglia
Da oggi 12 febbraio fino alle ore 13 di domani su tutta la regione è in vigore un bollettino di criticità ordinaria. Sono previste precipitazioni isolate e sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, in un contesto già segnato da settimane di piogge.
Secondo le previsioni dell’Ecmwf, il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine, nei prossimi giorni venti di burrasca e nubifragi interesseranno in particolare le regioni tirreniche. Attese cumulate pluviometriche anche superiori ai 200 millimetri tra Sicilia nord-orientale e Calabria, mentre piogge oltre i 100 millimetri sono previste lungo la costa tirrenica meridionale fino al Lazio e in alcune aree della Sardegna.
Terreni saturi e rischio frane
A preoccupare, sottolinea l’Anbi, non è soltanto l’intensità delle precipitazioni, ma la condizione dei terreni, già fortemente imbibiti, e dei corsi d’acqua, in molti casi saturi per i ripetuti eventi meteo delle ultime settimane. Il recente medicane “Harry” ha fatto registrare accumuli superiori ai 500 millimetri di pioggia in soli tre giorni in alcune zone del Paese.
In diversi territori, la quantità di acqua caduta dalla fine di gennaio rappresenta già una quota significativa del totale annuo. L’esempio citato è quello di Roma: se il 2025 si era chiuso con circa 580 millimetri di pioggia, pari a un deficit del 26,7% rispetto alla media 2009-2024, nel solo gennaio 2026 sono caduti 210 millimetri, un surplus di circa il 193% rispetto alla media del periodo e il 36% dell’intero accumulo registrato nel 2025.
Un quadro che rende particolarmente delicata la situazione idrogeologica, con il rischio di allagamenti, smottamenti e criticità diffuse soprattutto nelle aree più vulnerabili.











