Dopo una lunga video call il campo largo progressista ha deciso ordine del giorno e data di incontro, fissata alle 18 del 18 febbraio, dopo il Carnevale e in orario da Santa Messa delle Ceneri. La sindaca di Foggia Maria Aida Episcopo, eletta al primo turno da una larghissima coalizione nell’ottobre del 2023, dopo il Consiglio disertato dagli eletti di parte della sua maggioranza, sta tentando di blindare la sua Giunta contro ogni volontà di rimpasto o azzeramento da parte dei suoi alleati.
Due le sue mosse. Da un lato la prima cittadina ha richiesto ai suoi assessori e assessore di redigere un report dettagliato con tutte le loro attività messe in campo in questi due anni e mezzo. A confermarlo ieri in Cripta nel corso della presentazione del campionato cadetti di sciabola uno degli assessori che gode della sua massima fiducia, ossia Mimmo Di Molfetta. Obiettivi raggiunti, impegni di spesa, opere programmate, finanziamenti intercettati, idee possibili da candidare a progetti, iniziative organizzate, coinvolgimento dei cittadini. Nel report dovrà esserci ogni successo, fosse anche il più piccolo o apparentemente insignificante.
Questa fitta documentazione, quand’anche non finisse in una conferenza stampa politica e amministrativa di metà mandato dedicata, potrebbe essere sventagliata ai partiti e ai capogruppo riottosi, a dimostrazione della trasparenza del suo esecutivo, che non presenta opacità, e del gioco di squadra della sua amministrazione.
Perché smuovere caselle che funzionano? È questa l’idea di fondo. Dall’altro lato Episcopo sta giocando a rinviare il più possibile la verifica e a posticipare il conflitto generato dalle assenze in aula, abbassando la tensione emotiva e stancando così il fronte più rigido rappresentato dagli eletti del Pd, ma anche dai pentastellati. Sui socialisti si cerca un’altra interlocuzione, che potrebbe essere più pragmatica dopo l’intervento in Via Fioritto con tanto di foto tra l’ingegner Pino Galasso e Mino Di Chiara.

Restano ancora in bilico i due assessori di Azione, Lorenzo Frattarolo e Daniela Patano, ma potrebbero essere “congelati” dal momento che possono beneficiare ancora del ricorso di Sergio Clemente in ordine alla sua mancata elezione in Consiglio regionale.
Non è un mistero che l’ex margheritino e attuale presidente regionale di Azione sia stato, dopo Mario Furore che l’ha indicata al tavolo della coalizione, uno dei maggiori sostenitori di Episcopo in fase di candidatura, grazie ai rapporti che l’ex dirigente dell’ufficio scolastico provinciale aveva e ha anche con Sebastiano Leo, ex assessore alla Formazione oggi spostato al Bilancio e Personale con Antonio Decaro. Se azzeramento deve essere Clemente pretende, come ha spesso dichiarato a microfoni spenti ad amici e stampa, una revisione totale di ogni postazione nei CdA e nel sottogoverno.
Chi oggi sbraita tra socialisti e decariani (Di Chiara e Di Paola, ndr) sarebbe stato in grado di essere eletto senza la lista di Azione Tempi Nuovi e il collante rappresentato in città da Sergio Clemente? Chissà. È questo il suo interrogativo frequente.
“Abbiamo inviato una richiesta alla sindaca affinché potesse convocarci. Episcopo quindi ci ha chiesto una call online per organizzare la riunione che sarà in presenza la prossima settimana con tutto il campo largo. Sta formalizzando oltre modo la crisi, in perfetto stile provveditorato, allungando tempi e confronti. In video conferenza abbiamo deciso l’ordine del giorno. Una cosa è certa: non parleremo degli obiettivi raggiunti e dei bilanci di ciascun assessore nella prima riunione”, spiega un coordinatore provinciale di una delle forze progressiste.











