18 presenti in aula. Giunta tutta schierata con la prima cittadina. Ma PD, M5S, socialisti e Gruppo misto legato ad Antonio Decaro sono assenti. È strappo totale nel campo largo progressista del Comune di Foggia.
Ad aprire il dibattito è stato Claudio Amorese che ha subito parlato di “fallimento amministrativo”. “Sui debiti fuori bilancio non c’è una assunzione di responsabilità”.
La sindaca Maria Aida Episcopo è apparsa tranquilla nonostante la evidente sfiducia dei maggiori gruppi della maggioranza.
“Ho sentito parlare di fallimenti, io faccio un esercizio mentale, sentirsi ogni giorno all’ultimo giorno, faccio sempre finta che sia l’ultimo giorno, dove devo dare il possibile e l’impossibile fino allo sfinimento”.
Si è detta tra le righe pronta ad essere sfiduciata se le forze politiche vorranno. “Ma vado avanti con resilienza”, ha concluso.
“Ha fatto bene a venire in aula, anche quando la maggioranza è assente. Di fatto è una sfiducia politica”, è stato il commento di Giuseppe Mainiero.
La seduta ha avuto una piccola discussione sulla annosa transazione Raco sul Teatro Giordano, da mesi ridotto nella sua capienza. “Sono mesi di lavoro estenuante, onesto di cui invito ogni consigliere nella propria autonomia di prendere visione. Il Giordano sta all’ultima battuta”.
Raffaele Di Mauro ha annunciato il ritiro del centrodestra dall’aula: “Apprezzo lo stile della sindaca perché è venuta con la consapevolezza di avere un problema, ma è venuta in aula pur in assenza della sua maggioranza. Ci troviamo di fronte ad una amministrazione in forte difficoltà. Noi ci troviamo di fronte a 6 eletti su 21. 6 assessori non hanno l’appoggio della sua maggioranza questo significa sfiducia totale. Noi non possiamo votare”.
La nota del centrodestra: “Si torni al voto”
“Il Consiglio comunale di Foggia non si è potuto svolgere a causa dell’assenza dei gruppi consiliari del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle, dei Socialisti e del gruppo misto ‘Per’ Foggia, ovvero delle principali forze di maggioranza relativa che sostengono l’amministrazione Episcopo. Una scelta grave e politicamente irresponsabile, che ha impedito il regolare svolgimento dei lavori consiliari e che rappresenta lo specchio fedele di una città sempre più distante e insofferente verso questa amministrazione”. Lo riporta una nota del centrodestra.
“L’assenza dei due partiti cardine della coalizione di governo non è solo un problema numerico, ma un segnale politico chiarissimo: chi governa Foggia non è più in grado di garantire né coesione interna né credibilità esterna. Una maggioranza che diserta l’Aula è il riflesso di una città che ormai mal sopporta un’amministrazione percepita come debole, inconcludente e lontana dai bisogni reali dei foggiani.
L’incapacità di garantire il numero legale non è un incidente di percorso, ma l’ennesima dimostrazione di una maggioranza ormai allo sbando, divisa, paralizzata e incapace di governare la città. Chi ha ricevuto il mandato dai foggiani nel 2023 oggi non è più in grado nemmeno di assicurare il funzionamento minimo delle istituzioni democratiche. L’incapacità di approvare atti essenziali come i debiti fuori bilancio e l’atteggiamento mostrato su un tema strategico come il Piano Urbanistico Generale rivelano una coalizione più impegnata a compiacere sé stessa che a governare.
Siamo di fronte a un’amministrazione arrivata chiaramente al capolinea. Continuare a far finta di nulla significa prendere in giro i cittadini, bloccare l’attività amministrativa e condannare Foggia all’immobilismo, mentre i problemi reali della città restano senza risposte pur in presenza di atti e delibere del Consiglio comunale votati anche all’unanimità, su temi fondamentali per la cittadinanza e il sistema produttivo.
Per queste ragioni, il centrodestra – Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lista di Mauro, Prima Foggia e Italia del Meridione – chiede al sindaco Episcopo e alla sua maggioranza di prendere atto, con responsabilità e onestà politica, del fallimento di questa esperienza amministrativa.
Continuare a far finta di nulla significa prolungare un’agonia istituzionale che danneggia esclusivamente la città. L’unica strada possibile è un atto di chiarezza: le dimissioni del sindaco e il ritorno alle urne, per restituire ai foggiani il diritto di scegliere nuovamente da chi vogliono essere governati. È tempo di restituire il voto ai cittadini”. La nota è firmata da Raffaele di Mauro, Claudio Amorese, Franco Nunziante, Marco Pellegrino, Pasquale Cataneo, Pasquale Rignanese, Luigi Fusco, Concetta Soragnese, Maurizio Accettulli.









