Il Consiglio comunale di Manfredonia è chiamato a prendere posizione sul disegno di legge “Consenso”, attualmente all’esame del Senato, che interviene sulla definizione giuridica della violenza sessuale e sul ruolo del consenso della persona offesa. È questo il senso della mozione presentata dal capogruppo di Europa Verde con La Marca sindaco, Alfredo De Luca, che chiede all’amministrazione comunale di attivarsi formalmente contro l’impostazione del testo base A.S. 1715 adottato dalla Commissione Giustizia di Palazzo Madama.
Nel documento si ricostruisce l’iter parlamentare della riforma, sottolineando come il testo oggi in discussione al Senato si discosti in modo significativo dal modello del consenso approvato all’unanimità dalla Camera dei deputati con il disegno di legge AC 1693. Un modello che fonda la violenza sessuale sull’assenza di un consenso libero, esplicito, attuale e revocabile, in linea con la Convenzione di Istanbul e con le più avanzate legislazioni europee.
Secondo quanto evidenziato nella mozione, il testo base adottato al Senato reintroduce invece una centralità del dissenso, spostando l’attenzione su comportamenti di resistenza o opposizione della vittima, anziché sulla responsabilità di chi compie l’atto di accertarsi della presenza di un consenso. Un’impostazione che, viene sottolineato, rischia di riprodurre schemi culturali e giuridici già ampiamente criticati, nei quali l’onere della prova e la credibilità ricadono sulla persona che subisce la violenza.
La mozione richiama inoltre le forti critiche espresse da associazioni femministe, transfemministe, centri antiviolenza, giuristi e magistrati, secondo cui la riformulazione adottata dal Senato non supera realmente l’attuale assetto normativo e potrebbe anzi generare maggiore incertezza interpretativa e applicativa. Particolarmente grave, secondo i promotori, è l’assenza di un esplicito riconoscimento del fatto che silenzio, immobilità, shock o paura non possano mai essere interpretati come consenso, in contrasto con le evidenze scientifiche e le pratiche di tutela delle vittime.
Nel testo si parla apertamente di un rischio di arretramento culturale e giuridico, capace di scoraggiare le denunce e rafforzare stereotipi che storicamente hanno ostacolato l’accesso alla giustizia per le donne e per tutte le soggettività oppresse. Da qui la richiesta di un impegno politico chiaro da parte delle istituzioni locali.
La mozione impegna il sindaco di Manfredonia a farsi interprete della volontà del Consiglio comunale presso il Senato della Repubblica, il Governo e gli organi parlamentari competenti, chiedendo il ritiro del disegno di legge A.S. 1715 nella formulazione attuale e sollecitando il pieno recepimento del modello del consenso già approvato dalla Camera. Un impegno che punta a garantire una normativa chiara, efficace e rispettosa dei diritti e dell’autodeterminazione, in coerenza con gli standard internazionali e con le istanze della società civile.
La discussione in Consiglio comunale si inserisce così in un dibattito nazionale particolarmente delicato, nel quale anche le istituzioni territoriali sono chiamate a prendere posizione su un tema che tocca in modo diretto i diritti fondamentali e la tutela delle vittime di violenza sessuale.











