Il Consiglio comunale di Foggia previsto per domattina potrebbe essere disertato dal campo largo progressista tutt’ora immerso nel tentativo di un rimpasto di Giunta assolutamente inviso alla sindaca Maria Aida Episcopo.
Tra i banchi arriverà il primo atto propedeutico al Pug, che la città aspetta ormai da 20 anni.
Tutto il centrodestra con tutte le opposizioni, in una compattezza inusuale, ha spedito una lettera alla Presidenza del Consiglio per ribadire lo scollamento tra il consiglio comunale e la Giunta e in particolare con l’assessore Pino Galasso.
“Sul tema del Piano Urbanistico Generale sono due anni e mezzo che ci palleggiano e perdono tempo, il progettista Karrer ha ormai finito il lavoro, un lavoro che viene da lontano. Il Dpp del 2019 è tutt’ora vigente e nella delibera di Giunta dell’anno scorso non è stato assolutamente considerato. L’obiettivo è dare integrazione e riformulare quella delibera che non tiene conto di tutto ciò che è stato fatto negli anni”, spiega il capogruppo dei Fratelli d’Italia Claudio Amorese.
“Il nostro atto ha un forte valore politico – continua – perché noi abbiamo avuto sempre una visione di città. Una città più sostenibile, senza consumo di suolo, che guarda ai servizi sportivi, culturali, aggregativi e sociali che questa amministrazione non sta dando. La maggioranza aveva fatto grandi annunci sul Pug, i famosi 100 giorni sono svaniti nel nulla, ma noi abbiamo problemi quotidiani cogenti. Dal commercio alla pubblica illuminazione, dalla raccolta dei rifiuti all’aumento della Tari. Ne potremmo dire di ogni. Noi abbiamo consegnato a questa amministrazione il piano urbano della mobilità sostenibile, il piano urbano della rigenerazione urbana, il piano del commercio, il piano di protezione civile tutti inseriti nel Dpp e nel redigendo Pug. Ecco perché siamo stupiti della lentezza del procedimento, se c’è qualche problema ne devono rispondere alla città”.
Sono tante le questioni irrisolte dall’amministrazione Episcopo, secondo il centrodestra. Sembra al palo quella delle aree ferroviarie dismesse. Tutta l’operazione del Teatro Ariston opzionato dall’Unifg nascerebbe anche dal fallimento dell’accordo con gli altri enti. C’era stata una bozza di protocollo con i vari attori (Asl, Ferrovie dello Stato, Comune). Una bozza mai discussa in consiglio, come fanno notare i meloniani e non solo. “L’amministrazione l’ha portata avanti senza mandato politico e l’ha fatta deflagrare. Doppio fallimento politico! Noi, ed io in particolare, avevamo inserito il secondo fronte di stazione, in questa operazione che apre agli abitanti del villaggio artigiani, Rione Martucci e Diaz, un servizio importante riducendo traffico e favorendo la mobilità sostenibile”, è il commento di Amorese.
Nell’atto di indirizzo della giunta sul PUG è assente inoltre ogni determinazione sull’housing sociale nonostante la delibera del consiglio comunale che non depennando l’housing lo ha riconfermato.










