Pioggia e freddo non fermano i tanti turisti della domenica, a Faeto per la sagra del maiale – Fête de lu Cajùnne de Faìte, uno degli appuntamenti più attesi del calendario culturale ed enogastronomico dei Monti Dauni. Un evento che, anno dopo anno, continua a rappresentare un forte momento di identità collettiva, capace di unire tradizione, comunità e visione del futuro.
“Il maiale, nella cultura locale – ha spiegato il sindaco Michele Pavia -, è simbolo di autosufficienza, rispetto per la materia prima e attenzione alla qualità, valori oggi più che mai attuali in un contesto che riscopre l’importanza delle filiere corte, della sostenibilità e delle relazioni tra produttori e comunità. Con la sua doppia denominazione, italiana e francoprovenzale, la Sagra del Maiale di Faeto ribadisce il valore della lingua, della memoria e dell’appartenenza, confermandosi non solo come evento gastronomico, ma come vero e proprio laboratorio culturale”. La festa è iniziata alle prime ore del mattino, con escursioni naturalistiche nei boschi di Faeto, fino agli stand gastronomici, agli spettacoli, alle attività culturali e ai momenti di condivisione collettiva, Faeto anche in questa occasione un laboratorio vivo di tradizione, accoglienza e autenticità.











