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Home - “Mari e Monti”, chieste pesanti condanne per il clan Li Bergolis-Miucci. 20 anni al boss, 16 al figlio

“Mari e Monti”, chieste pesanti condanne per il clan Li Bergolis-Miucci. 20 anni al boss, 16 al figlio

Requisitoria del pm della Dda nel processo all'organizzazione criminale garganica. In 42 sono a processo a Bari con l'abbreviato, tra questi il capoclan Enzo Miucci

Di Francesco Pesante
28 Gennaio 2026
in Cronaca, Gargano
Enzo Miucci, Tommaso Tomaiuolo, Roberto Prencipe, Lorenzo Scarabino, Raffaele Palena e Giovanni Caterino

Enzo Miucci, Tommaso Tomaiuolo, Roberto Prencipe, Lorenzo Scarabino, Raffaele Palena e Giovanni Caterino

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Depositate la bellezza di 6mila pagine nel processo abbreviato “Mari e Monti” contro il clan dei montanari Li Bergolis-Miucci. Attraverso una mole enorme di documenti, la Dda ha motivato le richieste di condanna per 42 imputati accusati di mafia, estorsioni e altri reati per un totale di 417 anni e 2 mesi di carcere.

Invocati 20 anni di carcere per il boss Enzo Miucci detto “U’ Criatur” o “Renzo”, 43enne capoclan, reggente dell’organizzazione criminale garganica dopo le condanne di “Iscaro-Saburo” ai fratelli Li Bergolis. Il pm ha poi chiesto 16 anni per il figlio 23enne Antonio Miucci e per il cognato Lorenzo Scarabino, 37 anni, fratello di Marilina Scarabino, 42enne moglie del boss, anche quest’ultima imputata (per lei chiesti 8 anni di reclusione).

E ancora, 20 anni per Raffaele Palena detto “Strizzaridd”, 33enne, 12 alla moglie Maria Francesca Palumbo, 36enne. Chiesti invece 6 anni di carcere per il foggiano Marino Ciccone, 67 anni, nome storico della criminalità nel capoluogo dauno. La lista delle richieste di condanna prosegue con l’ergastolano Giovanni Caterino detto “Giuann Popò” (8 anni), basista della strage di San Marco, Roberto Prencipe detto “Piter” o “Roberto della Montagna” (16 anni) e Tommaso Tomaiuolo (14 anni e 8 mesi).

Gli altri: Raffaele Prencipe detto “Arafat” (14 anni), Nicola Ciliberti (16 anni), Giuseppe Pio Ciociola detto “Pannone” (14 anni), Gianmichele Ciuffreda (10 anni e 8 mesi), Libero Colangelo (14 anni), Giulio Guerra (10 anni e 8 mesi), Claudio Iannoli detto “Cellino” (20 anni), il cugino Giovanni Iannoli detto “Smigol” (12 anni), i fratelli Angelo e Pasquale Totaro detti “Farfaridd” (18 e 8 anni), Orazio Pio La Torre (10 anni), Piergiorgio Quitadamo (14 anni), Carmine Romano detto “Chicill” (10 anni e 8 mesi), Raffaele Miucci (3 anni e 4 mesi), Marco Primavera (4 anni), Filomena Primosa (2 anni), Michele Pellegrino (3 anni e 4 mesi), Michele La Torre (5 anni e 4 mesi), Luigi Mazzamurro (10 anni), Matteo Armillotta detto “Babbione” (9 anni e 4 mesi), Angela Basta (un anno e 10 mesi), Donato Bisceglia (5 anni e 4 mesi), Davide Carpano detto “Il ciotto” (11 anni), Francesco Gallo (8 anni), Maria Gaetana Santoro detta “Nella” (9 anni), Giuseppe Vitulano detto “Tuteppe” (6 anni) e Luigi Ferri detto “Gino” (6 anni).

Alla sbarra anche i pentiti, Matteo Pettinicchio, ex braccio destro del boss (6 anni), Matteo Lauriola, il barbiere del clan (5 anni e 4 mesi), Giuseppe Stramacchia detto “il secco” (3 anni e 4 mesi), Marco Raduano alias “Pallone” (4 anni) e Gianluigi Troiano detto “il minorenne” (4 anni e 8 mesi), questi ultimi due riferimento di Miucci a Vieste.

42 gli imputati alla sbarra a Bari con l’abbreviato, sentenza attesa in primavera, altri 8 a processo a Foggia con il rito ordinario tra cui Dino Miucci, fratello maggiore di Enzo e presunto “uomo degli appalti” del clan.

Enzo Miucci, Antonio Miucci e Lorenzo Scarabino

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Tags: garganoLi BergolismafiaMiucciscarabino
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