Fratelli d’Italia Foggia rompe il silenzio e punta il dito contro l’amministrazione comunale guidata da Maria Aida Episcopo, accusata di aver adottato una strategia comunicativa fatta di omissioni e deviazioni di fronte a una delle vicende più controverse degli ultimi anni: il caso AMIU. Secondo il partito di opposizione, mentre in città si consuma “uno dei più gravi errori politici e amministrativi ai danni dei cittadini”, la maggioranza eviterebbe di chiarire chi abbia realmente consegnato Foggia a un sistema definito “un killer dei diritti e dei servizi essenziali”.
Nel mirino di Fratelli d’Italia c’è l’affidamento del servizio di igiene urbana ad AMIU Puglia. Le criticità evidenziate dalla Procura, sostengono i meloniani, verrebbero sistematicamente ignorate, mentre l’attenzione dell’opinione pubblica sarebbe spostata su progetti ancora indefiniti, come il cosiddetto “corridoio ecologico”, ritenuto più uno strumento narrativo che una soluzione concreta ai problemi della città.
Secondo FdI, la scelta del Comune di costituirsi parte civile non basterebbe a cancellare le responsabilità politiche. Palazzo di Città continua infatti a finanziare AMIU con risorse pubbliche, nonostante – sottolinea il partito – il Tribunale abbia messo in luce la fragilità del piano industriale alla base dell’affidamento, piano che la stessa società non starebbe rispettando. Un quadro che, per Fratelli d’Italia, richiama alla memoria il precedente fallimento di Amica, costato 54 milioni di euro ai cittadini foggiani.
Il comunicato parla apertamente di “cortocircuito comunicativo”. Restano senza risposta domande che il partito definisce elementari: dove sono finiti i cassonetti intelligenti annunciati un anno fa? Perché non sono mai stati installati? Come si spiega una raccolta differenziata ferma sotto il 30%, nonostante l’introduzione del porta a porta per le attività food e l’aumento dei contenitori stradali?
Di fronte a questo scenario, Fratelli d’Italia giudica il silenzio della maggioranza “pesante” e chiede un gesto immediato di responsabilità politica: le dimissioni del direttore generale Antonello Antonicelli, oggi imputato nel processo. Una scelta che, secondo il partito, rappresenterebbe un atto dovuto di trasparenza e rispetto nei confronti della città.
FdI invita inoltre l’amministrazione a valutare un cambio di gestione attraverso un provvedimento in autotutela. Un percorso complesso e non immediato, ma ritenuto necessario per avviare un processo di discontinuità e liberare Foggia da quella che viene definita una “cappa politico-imprenditoriale” che assorbe risorse pubbliche senza garantire un servizio adeguato alla comunità.










