Stornara è a un bivio. Dopo gli ultimi passaggi politici e amministrativi, regionali e comunali, il piccolo centro del Basso Tavoliere si trova davanti a una scelta che non può più essere rinviata: avviare una nuova stagione di riscatto e crescita oppure arrendersi definitivamente all’isolamento e al declino. È il senso dell’intervento pubblico del sociologo Luigi Filannino, che invita la comunità e le istituzioni a guardare al futuro con una visione chiara e condivisa.
Pur non rientrando formalmente tra i Comuni delle cosiddette Aree interne, Stornara ne condivide molte criticità: spopolamento, fuga di competenze, mancato sviluppo economico, impoverimento sociale. Una condizione che, secondo Filannino, rende ancora più urgente una strategia fondata sulla valorizzazione delle risorse già presenti sul territorio.
Agricoltura e turismo, le due grandi leve
Per il sociologo, Stornara dispone di due potenzialità evidenti. Da un lato l’agricoltura e la filiera agroalimentare, da sempre pilastri dell’economia locale. Dall’altro il turismo culturale, ambientale e religioso, un settore che richiede programmazione e investimenti ma che potrebbe rappresentare una svolta decisiva.
In questo contesto, Filannino sottolinea come l’assegnazione dell’assessorato regionale al Turismo a una rappresentante della provincia di Foggia, la professoressa Starace, possa rappresentare un’opportunità strategica, soprattutto per i territori periferici e assimilabili alle aree interne, come Stornara e l’area dei Cinque Reali Siti. Un’occasione che, a suo avviso, non può essere sprecata.
Un patrimonio culturale ancora sottoutilizzato
Secondo Filannino, Stornara non ha ancora saputo cogliere pienamente tutte le opportunità offerte dal proprio patrimonio culturale, artistico e storico. Il territorio è attraversato da importanti direttrici storiche come la Via Appia-Traiana, la Via Francigena e i tratturi della transumanza. A questo si aggiungono beni culturali come la Vecchia Torre, la Torre dell’Orologio e le antiche masserie.
Un patrimonio che potrebbe diventare il perno di un’offerta turistica strutturata e duratura, capace di integrarsi con l’identità agricola del territorio.
Stramurales e il museo a cielo aperto
Il cuore dell’intervento di Filannino è però dedicato all’esperienza della street art. Stornara è oggi sede di uno dei festival di street art più noti a livello internazionale, lo Stramurales, e ospita un museo a cielo aperto con 152 murales realizzati da artisti di fama mondiale.
Un progetto che ha trasformato il volto del paese e che viene indicato come un vero modello di rigenerazione urbana, studiato anche in ambito accademico. Filannino cita lo studio dell’Università di Harvard che riconosce come il museo di street art di Stornara contribuisca non solo allo sviluppo turistico, ma anche al miglioramento del benessere mentale e psicologico di visitatori e residenti.
Verso il riconoscimento di Città d’Arte
Alla luce di questi elementi, Filannino propone di puntare al riconoscimento di Stornara come Città d’Arte da parte della Regione, un passaggio che rafforzerebbe il valore culturale del borgo e potrebbe favorire ulteriormente lo sviluppo turistico. Non cogliere questa opportunità, avverte, sarebbe un errore grave e miope.
Una strategia per i Cinque Reali Siti
L’appello non riguarda solo Stornara. Per il sociologo, l’intero territorio dei Cinque Reali Siti dovrebbe dotarsi di una strategia condivisa di sviluppo economico, sociale e culturale, mettendo a sistema risorse come gli scavi archeologici di Herdonia e il museo a cielo aperto di Stornara.
Un percorso che dovrebbe essere guidato dalle amministrazioni locali, in collaborazione con l’associazionismo culturale che finora ha svolto un ruolo decisivo, a partire da Stornara Life Aps, ideatrice dello Stramurales.
“È il momento di agire insieme”
Secondo Filannino, è arrivato il tempo di superare le logiche del passato e aprire un nuovo capitolo della storia del borgo. Stornara, che ambisce a essere riconosciuta come città d’arte, non può più permettersi immobilismi. La scelta, conclude, è tra restare sospesi o proiettarsi finalmente verso un futuro di sviluppo e benessere, possibilmente costruito insieme.













