La Regione Puglia ha avviato una verifica amministrativa sull’Autorizzazione Unica ZES rilasciata per l’installazione di un impianto di telecomunicazioni sul Molo di Ponente del porto di Manfredonia. L’intervento, proposto da Cellnex Italia, prevede la realizzazione di un palo alto 30 metri, con sei antenne e tre parabole, in un’area di particolare pregio paesaggistico. L’iniziativa regionale rientra nelle funzioni di vigilanza in materia paesaggistica e mira ad accertare la correttezza dell’iter autorizzativo che ha portato al via libera all’opera.
Il nodo dell’autorizzazione paesaggistica
Tra le principali criticità evidenziate emerge l’assenza di un’autorizzazione paesaggistica obbligatoria. Durante la Conferenza di servizi, la Soprintendenza competente aveva chiarito di non poter esprimere un parere diretto, indicando la Regione come ente titolare del rilascio dell’autorizzazione in caso di deroga. Tuttavia, dagli atti esaminati non risulta che sia stato adottato alcun provvedimento regionale, né ordinario né in deroga, circostanza che rende l’autorizzazione ZES potenzialmente illegittima per violazione delle norme di tutela del paesaggio.
Possibile contrasto con il Piano paesaggistico regionale
Un ulteriore profilo di criticità riguarda la compatibilità dell’opera con il Piano Paesaggistico Territoriale Regionale. L’area interessata dall’intervento è classificata come zona a visuale libera sul mare, caratterizzata da uno skyline storico e naturalistico che il piano tutela in modo stringente. In questo contesto, la realizzazione di un’infrastruttura verticale di 30 metri potrebbe costituire una violazione delle norme che vietano l’inserimento di elementi emergenti in aree costiere di alto valore paesaggistico.
La Regione segnala inoltre il possibile uso improprio della procedura ZES per un intervento che non avrebbe una diretta funzione industriale o logistica, ma che incide sugli assetti urbanistici e paesaggistici del porto e del fronte mare cittadino.
Il ruolo del Comune di Manfredonia
Dalla documentazione acquisita emerge che il Comune di Manfredonia, nel corso della Conferenza di servizi, ha comunicato l’archiviazione della pratica di autorizzazione paesaggistica. La decisione sarebbe stata assunta sulla base di una nota tecnica prodotta dalla società incaricata dalla proponente, secondo la quale l’intervento non sarebbe stato soggetto ad autorizzazione paesaggistica.
Una valutazione che contrasta con quanto indicato in sede di Conferenza di servizi, dove era stata invece evidenziata la necessità di un procedimento autorizzativo specifico, anche in considerazione del possibile contrasto dell’opera con il Piano paesaggistico regionale.
La richiesta di documenti e la verifica regionale
Per fare piena chiarezza, la Regione Puglia ha richiesto formalmente al Comune di Manfredonia la trasmissione di una serie di atti fondamentali: la nota tecnica che escludeva l’obbligo di autorizzazione paesaggistica, la comunicazione comunale di archiviazione della pratica e il verbale della Commissione Locale per il Paesaggio con le motivazioni della decisione adottata.
La verifica è finalizzata ad accertare se l’iter amministrativo sia stato corretto o se vi siano state violazioni delle norme paesaggistiche e procedurali.
Un caso che riapre il dibattito sul porto
La vicenda riaccende il confronto sul delicato equilibrio tra sviluppo infrastrutturale, innovazione tecnologica e tutela del paesaggio costiero a Manfredonia. L’esito della verifica regionale sarà determinante per stabilire se l’autorizzazione rilasciata possa essere confermata o se, al contrario, siano necessari interventi correttivi a tutela di un’area di rilevante valore ambientale e identitario.











