L’upgrade della centrale En Plus di San Severo, gestita dal gruppo Alpiq in località Ratino, riaccende il dibattito sul rapporto tra grandi impianti industriali e territorio. L’intervento, che ha portato la potenza dell’impianto da 400 a 443 MW e introdotto la possibilità di utilizzare fino al 25% di idrogeno, viene indicato come un miglioramento tecnologico e ambientale. Ma, secondo il Partito Socialista Italiano, la città non avrebbe ottenuto alcun ritorno concreto, a causa dell’inerzia della politica locale.
Un intervento tecnologico dai numeri rilevanti
L’operazione, realizzata da Ansaldo Energia in circa due mesi e mezzo, ha interessato turbina a gas, turbina a vapore e generatore. Il risultato è un incremento di 43 MW di potenza, un miglioramento dell’efficienza dello 0,9% e una riduzione stimata di oltre 10.000 tonnellate annue di CO₂. Un intervento che, per dimensioni e impatto, incide direttamente sul territorio sanseverese.
La questione delle compensazioni ambientali
Secondo Michele Santarelli, segretario provinciale del PSI di Foggia, un’operazione di questo tipo non può essere “calata dall’alto” senza un confronto con la comunità locale. Il nodo centrale riguarda l’assenza di una convenzione aggiornata tra il Comune e la società En Plus. La domanda, sollevata dal PSI, è se a fronte di un potenziamento così significativo siano stati previsti ritorni in termini di compensazioni ambientali o benefici economici per la città.
I precedenti e le promesse mancate
Santarelli ricorda come, in altri territori dove insistono grandi impianti industriali, una politica attenta abbia garantito opere pubbliche, eventi, agevolazioni fiscali e servizi migliori. A San Severo, invece, nonostante in passato siano esistiti schemi di convenzione e promesse legate all’insediamento dell’impianto, oggi – sostiene il PSI – non si registrano risultati tangibili per i cittadini.
L’accusa alla politica locale
Il segretario provinciale parla di una politica “sonnecchiante”, più impegnata in contrasti interni che nella tutela degli interessi collettivi. Dopo le battaglie del 2011 contro l’insediamento dell’impianto e gli impegni assunti sui benefici per il territorio, la mancata stipula di una nuova convenzione con l’amministrazione Colangelo viene definita “l’ennesima occasione perduta” per lo sviluppo e il rilancio di San Severo.
“Territorio sfruttato senza ritorni”
Per Santarelli, la città rischia di essere lasciata al proprio destino, subendo gli effetti di grandi infrastrutture senza ottenere compensazioni adeguate. Una situazione che, a suo giudizio, rappresenta uno sfruttamento del territorio non più accettabile e che richiede una presa di posizione netta da parte delle istituzioni locali.











