Decine e decine di ragazzi e ragazze, famiglie e conoscenti, hanno voluto esserci nella parrocchia di San Pio X a Foggia per l’ultimo saluto ai funerali di Simone Raucea, il 25enne foggiano travolto da un’auto sulle strisce pedonali in Via Scillitani nella serata dell’Epifania.
Simone è stato, da ragazzo, uno scout della parrocchia prima di aderire profondamente alla missione dell’Admo, in seguito alla morte di una sua amica che non aveva trovato un midollo compatibile col suo.
Durante la liturgia della Parola l’assemblea ha ascoltato le esortazioni ad “asciugare le lacrime” e a “cantare l’Alleluia”.
La moltiplicazione dei pani e dei pesci è stato invece il Vangelo del giorno.
“Ho pensato di cercare le letture più adatte per questa celebrazione, ma non c’era nulla di più giusto delle letture del giorno. C’era la Dio incidenza, non la coincidenza”, ha detto in esordio il parroco don Francesco Catalano.
“La Parola di Dio è come una Cometa che ci guida nei momenti bui per evitare di prendere vie errare. Dio è Amore, non è facile fare questa affermazione in questi momenti di dolore, ma Simone ci credeva, amava e ha conosciuto Dio. Vi confesso che non ho conosciuto molto Simone. Don Antonio Menichella lo ha conosciuto da bambino, lo chiamava il pasticciotto. Lo ricordo quando portava i rami di ulivo, dopo gli anni di scoutismo aveva deciso di mettere in pratica la parola di Dio. La catechista ci raccontava che faceva tante domande su Gesù. E poi ha scelto di diventare missionario in pratica. Ha iniziato ad essere un promotore del trapianto di midollo dopo che una sua amica è morta per mancanza di un midollo. E poi ha donato lui stesso, ha salvato una donna americana che non ha conosciuto”.
E ancora: “Gesù scende dalla barca e comincia a predicare, 2 pani e 5 pesci sono bastati per sfamare la folla. 2 e 5 come 25, l’età di Simone, la sua vita spezzata nelle mani di Cristo serve a sfamare una folla di bene. Simone era un operatore di pace nel suo piccolo. A voi genitori, siate fieri del figlio che avete, cambia la forma della sua presenza. Vi ho visti sempre mano nella mano, continuerete a tenervi per mano, l’aiuto vi verrà da Dio, ma il conforto deve essere l’uno per l’altra. Francesca e Eleonora moltiplicate l’eredità di vostro fratello. Le frasi di uno striscione rischiano di dissolversi. È bello se qui in parrocchia realizziamo un quartiere generale di Simone per fare lo stesso suo gesto per salvare vite umane. Non c’è amore più grande di chi dona la vita per gli altri. A noi il compito di pregare per questa famiglia, e di fare bene ogni gesto che facciamo. Guidiamo con cautela. Senza cadere nel giudizio e nelle condanne, dobbiamo stare attenti mentre guidiamo. Ho letto dei post non proprio belli, pronunciamo preghiere anche per quel signore che vive nel rimorso”.
In chiesa le frasi dell’Admo, che erano vita vera per Simone. “Essere un numero a volte può valere tantissimo. Solo una persona su 100mila è compatibile con chi ha bisogno di trapianto di midollo osseo”. Lui era stato un numero per una sconosciuta che ha amato.









