Dopo la morte di Simone Raucea, il 25enne investito e ucciso mentre attraversava sulle strisce pedonali in via Scillitani, interviene la sindaca di Foggia Maria Aida Episcopo, affidando ai social una riflessione dura e articolata che chiama in causa responsabilità individuali, sicurezza urbana e il contesto complesso in cui opera l’amministrazione comunale.
Un commento che arriva nel giorno del dolore e che, pur nel cordoglio, respinge alcune letture semplificate emerse nel dibattito pubblico.
“Non strade buie: gli ultimi due casi sulle strisce e con illuminazione”
La sindaca sottolinea un dato che ritiene fondamentale. “Gli ultimi due omicidi stradali sono avvenuti su strisce pedonali e sotto un efficiente punto di illuminazione”, scrive, riferendosi non solo alla tragedia di via Scillitani, ma anche a quella avvenuta nell’agosto 2025 in via IV Novembre.
Nel suo intervento invita a recarsi sui luoghi degli incidenti, dove oggi sono visibili fiori e segni di lutto, per verificare direttamente le condizioni in cui sono avvenuti gli investimenti. Nel caso di piazzale Italia, ricorda, erano presenti strisce gialle e rosse e sistemi luminosi intermittenti.
Telecamere e controlli, “Foggia tra le città più sorvegliate”
Episcopo richiama anche il tema della sicurezza e della videosorveglianza. “Stiamo diventando la città più sorvegliata d’Italia, con telecamere in diretta sulle centrali operative locali e statali”, afferma, citando le recenti dichiarazioni del questore.
Un riferimento che punta a chiarire come il controllo del territorio sia già rafforzato, ma che da solo non basta a prevenire comportamenti irresponsabili alla guida.
“Parliamo delle colpe di chi investe”
Nel commento emerge con forza la richiesta di spostare il focus anche sulle responsabilità di chi è al volante. “Mi piacerebbe che si parlasse delle colpe degli investitori, anzi di ‘assassini stradali’, se poi condannati, laddove le indagini ne attesteranno lo spregievole status”, scrive la sindaca, precisando che ogni valutazione dovrà comunque passare dagli accertamenti giudiziari.
Un passaggio netto, che rompe con una narrazione esclusivamente legata alle carenze infrastrutturali e richiama il rispetto delle regole e della vita umana.
Una città segnata da ferite profonde
Episcopo non nega le difficoltà strutturali della città, ma le inquadra in un contesto più ampio. “Rifare tutta la città in ogni angolo non è un’operazione facile”, osserva, ricordando come Foggia sia stata “stuprata da mafia e debitorie ultradecennali”.
Un’eredità pesante che, secondo la sindaca, condiziona ancora oggi gli interventi e i tempi di trasformazione urbana, nonostante l’impegno dell’amministrazione.
Il commento si chiude con parole di dolore e partecipazione. “Oggi piangiamo per Simone con cuore sincero e ci stringiamo con sofferenza autentica alla sua famiglia”, scrive Episcopo, ribadendo la vicinanza dell’amministrazione comunale ai genitori e ai familiari del giovane.










