La sindaca di Foggia Maria Aida Episcopo interviene con parole nette e senza sconti contro il clima di odio che, soprattutto sui social, avvelena il confronto pubblico e danneggia l’immagine della città. Un messaggio forte, affidato a un post, con cui la prima cittadina invita i cittadini a un “esercizio civico importantissimo” in vista del 2026: ignorare e bannare chi utilizza turpiloquio, insulta donne e istituzioni, pratica body shaming, diffamazione seriale e sciacallaggio sulle disgrazie.
Un tema particolarmente sentito dalla sindaca, più volte in passato bersaglio di insulti personali, sessisti e attacchi legati all’aspetto fisico, che nulla hanno a che fare con il confronto politico o amministrativo.
Un appello alla responsabilità collettiva
Nel suo intervento, Maria Aida Episcopo invita a non alimentare chi “fa l’istigatore sociale” e costruisce casi ad arte per montare scandali, sottolineando come questo tipo di comunicazione rappresenti un testo “canceroso” che infetta pericolosamente il dibattito pubblico. L’obiettivo, spiega, è lasciare chi si comporta in questo modo “solo tra loro”, perché quella stessa “melma” produce danni irreparabili all’immagine di Foggia e della sua comunità.
Critica sì, odio no
La sindaca chiarisce di non voler mettere in discussione la libertà di pensiero, anzi. Nel suo messaggio rivendica il valore della critica politica corretta e costruttiva, dell’ironia intelligente, delle battute ben fatte e dell’informazione puntuale e dettagliata. Tutto ciò che rientra nel perimetro di un confronto civile e rispettoso, pienamente coerente con i principi della Costituzione.
Diverso, invece, il giudizio verso chi utilizza parole sessiste, omofobe, offensive o diffamatorie. In questi casi, avverte la prima cittadina, le risposte devono essere ferme nei contenuti ma sempre nei modi consentiti, senza scendere sullo stesso piano.
“Se emergono reati, ci rivedremo in tribunale”
Il messaggio si chiude con un avvertimento chiaro: laddove si riscontrino perimetri di reato, non è escluso il ricorso alle vie legali. Un richiamo che ribadisce come la libertà di espressione non possa mai trasformarsi in licenza di offendere o danneggiare persone e istituzioni.
Un appello, quello della sindaca, che chiama in causa l’intera comunità foggiana, invitata a unirsi per un intento costruttivo e concreto: difendere la qualità del dibattito pubblico e il rispetto reciproco, a tutela della città e di chi la vive.










