Sulla vicenda dello sgombero del condominio di via Lucera 73, disposto con l’ordinanza n. 99 del 28 dicembre 2025, interviene con una lunga e articolata precisazione Valter Corsico, amministratore e rappresentante legale dello stabile. Un intervento nato per “correggere critiche infondate e ricostruzioni pubbliche non veritiere” e che è stato condiviso anche dalla sindaca di Foggia Maria Aida Episcopo, accompagnato da una frase netta: “Solo per la verità dei fatti”.
La presenza immediata delle istituzioni
Corsico ricostruisce anzitutto le ore immediatamente successive all’emergenza. Fin dalla mattina del 28 dicembre, dopo la chiamata dei condomini, sul posto era già operativa una squadra completa composta da tecnici comunali, vigili del fuoco, polizia municipale e polizia locale. I tecnici, tra cui l’ingegnere Bruno, avrebbero illustrato subito il quadro della situazione e fornito le prime indicazioni operative, mentre le forze di sicurezza si sono occupate di garantire l’incolumità delle persone e di gestire l’accesso controllato dei residenti per il recupero degli effetti personali.
Le prime azioni del condominio
Nelle stesse ore, per dare seguito all’ordinanza di sgombero, l’amministratore ha nominato l’ingegnere strutturista Luigi Fiore, affiancato dall’ingegnere Vinicio Di Gioia. Già nella giornata del 28 dicembre, Fiore ha effettuato un primo sopralluogo insieme ai tecnici comunali e ai vigili del fuoco, con l’obiettivo di individuare gli interventi urgenti necessari a consentire il rientro nelle abitazioni e nelle attività commerciali nel più breve tempo possibile.
Il coinvolgimento costante del Comune
Nel racconto di Corsico, il supporto dell’amministrazione comunale non si è limitato alla fase iniziale. Lo stesso 28 dicembre l’amministratore ha contattato privatamente la sindaca Episcopo che, pur trovandosi a Roma per impegni istituzionali, ha risposto immediatamente fornendo un riferimento diretto attraverso il proprio portavoce.
Il giorno successivo, il 29 dicembre, Corsico è stato raggiunto sul posto dall’assessore alla Sicurezza Giulio De Santis e dall’assessore all’Urbanistica Giuseppe Galasso, insieme alla vicesindaca Lucia Aprile, che ha dialogato direttamente con i condomini rendendo disponibili i propri contatti personali. Il 30 dicembre De Santis ha accompagnato Corsico e l’ingegnere Fiore negli uffici tecnici comunali di via Protano per il recupero di documentazione fondamentale e per un confronto con il dirigente competente, tornando poi nuovamente al condominio per incontrare i residenti.
Nei giorni successivi, riferisce ancora l’amministratore, la sindaca ha incontrato una delegazione dei condomini, fornendo chiarimenti e ribadendo la disponibilità dell’ente ad alleviare il disagio nei limiti consentiti dalla legge.
I limiti imposti dalla legge
Uno dei punti centrali della precisazione riguarda il quadro normativo. Corsico sottolinea che l’edificio interessato è una proprietà privata e che, in casi come questo, il ruolo dell’amministrazione comunale è quello di accertare il pericolo, disporre lo sgombero e vigilare sull’attuazione delle prescrizioni. Gli oneri strutturali, progettuali ed economici per la messa in sicurezza e il ripristino dell’agibilità, chiarisce, ricadono per legge sulla proprietà privata, quindi sul condominio.
In questo contesto, secondo l’amministratore, il Comune avrebbe fornito un supporto “straordinario”, mettendo a disposizione uffici tecnici per consulenze, facilitando l’accesso agli atti e garantendo una presenza costante degli amministratori sul posto. Un intervento diretto o un finanziamento pubblico per opere su immobili privati, precisa Corsico, non sarebbe previsto dalla normativa e costituirebbe un uso improprio di risorse pubbliche.
“Attacchi ingiusti che non aiutano”
Nella conclusione del suo intervento, Corsico afferma di comprendere lo sconforto e la rabbia dei condomini, ma mette in guardia dal rischio di strumentalizzare il disagio per colpire un’amministrazione che, a suo dire, ha operato con solerzia e vicinanza. La sua testimonianza, scrive, conferma un impegno concreto e continuativo del Comune, ma anche i confini giuridici entro cui tale impegno può muoversi.
La condivisione del post da parte della sindaca Episcopo, con la chiosa “Solo per la verità dei fatti”, rafforza la posizione dell’amministrazione comunale in una vicenda che continua a suscitare tensioni e interrogativi, ma che, secondo Corsico, va ricondotta a una corretta e completa ricostruzione dei fatti.











