Rientro dalle festività di Capodanno da dimenticare per molti pendolari pugliesi. Nella giornata di oggi, venerdì 2 gennaio 2026, la circolazione ferroviaria è stata sospesa a Incoronata a partire dalle 12.30 a causa di un inconveniente tecnico alla linea elettrica sulla tratta Pescara-Bari. Secondo le prime informazioni, si tratterebbe di un guasto di grave entità, con inevitabili ripercussioni sulla mobilità regionale e nazionale.
Alta Velocità e Intercity bloccati
Il problema ha coinvolto direttamente treni Alta Velocità, Intercity e Regionali, con ritardi e cancellazioni che hanno paralizzato il rientro di centinaia di viaggiatori dopo le festività. Al momento risultano fermi diversi convogli di lunga percorrenza, tra cui il Frecciarossa 9511 da Milano Centrale a Lecce, il Frecciarossa 8824 da Lecce a Milano Centrale, il Frecciargento 8314 da Lecce a Roma Termini e l’Intercity 612 da Lecce a Milano Centrale.
Una situazione che ha creato disagi soprattutto ai pendolari e ai viaggiatori diretti o in partenza dalla Capitanata, già alle prese con un rientro post-festivo complesso.
Pendolari tra disagi e aumenti dei costi
Alla rabbia per i treni fermi si somma quella per l’aumento dei costi degli abbonamenti ferroviari. Sui social, in particolare nel gruppo Facebook “Pendolari pugliesi”, non mancano le proteste. “Per chi, come me, usa l’abbonamento mensile Foggia – Bari Centrale, il prezzo sale da 140,40 euro a 144,90 euro — un irrisorio aumento del 3,2%… che però su base annuale si traduce in circa 54 euro in più”, scrive un utente.
Un aumento che, secondo molti viaggiatori, appare difficile da giustificare alla luce dei continui disservizi, dei ritardi e delle interruzioni che colpiscono una linea strategica per studenti e lavoratori.
Un rientro che lascia l’amaro in bocca
Il blocco della circolazione a Incoronata e le proteste sui costi degli abbonamenti riaccendono il dibattito sulla qualità del servizio ferroviario in Puglia. Per molti pendolari, il 2026 si apre all’insegna dei disagi, con la sensazione che, a fronte di tariffe in aumento, non corrisponda un miglioramento concreto del servizio.










