La sanità territoriale e ospedaliera di Manfredonia registra segnali concreti di rafforzamento, con un pacchetto di interventi che riguarda in particolare i servizi di cardiologia e l’organizzazione delle attività ospedaliere. A comunicarlo è la Commissione Salute cittadina, che parla di miglioramenti significativi frutto di un lavoro di confronto costante con le strutture sanitarie del territorio.
Sul fronte della cardiologia territoriale è stata acquistata e installata una nuova sonda per ecocardiogramma. Un passaggio che consentirà, a partire dal 13 gennaio 2026, l’apertura dell’agenda per le visite ecocardiografiche, finora non disponibili nel distretto. Un servizio atteso da tempo, che dovrebbe contribuire ad alleggerire le liste d’attesa e a garantire una risposta più tempestiva ai pazienti.
Accanto a questo, grazie alla collaborazione con la direzione del distretto sanitario guidata da Carmela Fiore, è stato attivato per la prima volta un servizio di visite cardiologiche domiciliari. Due specialisti dedicati si occuperanno dell’assistenza a casa dei pazienti più fragili, introducendo una modalità di presa in carico che punta a rafforzare la sanità di prossimità.
Novità rilevanti arrivano anche dall’ambito ospedaliero. Sono state consegnate le nuove apparecchiature per l’Holter cardiaco e per il test da sforzo, strumenti che permetteranno di riattivare servizi diagnostici sospesi da tempo. Il collaudo dei macchinari è previsto per il 12 gennaio 2026, passaggio necessario per la successiva riapertura delle agende e la ripresa delle prestazioni.
Tra gli interventi più significativi viene segnalata anche la riattivazione della Struttura Complessa di Anestesia dell’ospedale di Manfredonia, rimasta inattiva per circa sette anni. La guida della struttura è stata affidata a Pierdomenico Carone, proveniente dall’ospedale “Monsignor Raffaele Dimiccoli” di Barletta. Un tassello ritenuto fondamentale per il rafforzamento dell’attività operatoria del presidio ospedaliero sipontino.
La Commissione Salute evidenzia come questi risultati siano il frutto di un dialogo continuo e di una collaborazione concreta tra istituzioni, direzione generale, ospedale e distretto sanitario. Un metodo che, secondo quanto sottolineato, rappresenta la strada maestra per affrontare in modo strutturale le criticità del sistema sanitario locale e garantire servizi più efficienti e stabili a tutela della salute dei cittadini.











