La diffusione della Xylella fastidiosa continua a rappresentare una delle emergenze più gravi per l’agricoltura pugliese, con ricadute ambientali, economiche e sociali di vasta portata. Secondo i dati aggiornati ad aprile 2023, il batterio avrebbe colpito oltre 21 milioni di piante, pari a circa il 40 per cento del territorio regionale. Un quadro ulteriormente aggravato dal recente rinvenimento di un nuovo e ampio focolaio nel Gargano, con 153 ulivi infetti, che rende urgente una verifica puntuale sullo stato reale degli uliveti e sull’efficacia delle misure di rigenerazione avviate.
L’interrogazione al Governo
Alla luce di questa situazione, la senatrice Anna Maria Fallucchi ha presentato un’interrogazione a risposta scritta ai ministri dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste e dell’Economia e delle Finanze. L’obiettivo è fare piena chiarezza sull’attuazione delle misure di sostegno alle imprese agricole colpite dalla Xylella e sull’utilizzo delle risorse pubbliche, comunitarie, statali e regionali destinate al comparto olivicolo pugliese.
Il riferimento normativo è il decreto interministeriale n. 2484 del 6 marzo 2020, che disciplina gli interventi del Piano straordinario per la rigenerazione olivicola della Puglia.
Le criticità sui dati e la tracciabilità
Dall’analisi dei dati trasmessi dalla Regione Puglia, aggiornati al 30 settembre 2024, emergerebbero però diverse criticità. Secondo quanto riportato nell’interrogazione, si tratterebbe di dati aggregati non conformi alle disposizioni comunitarie, che impongono la piena tracciabilità degli interventi finanziati, con l’indicazione puntuale dei beneficiari, dei provvedimenti di concessione e degli importi assegnati.
Una mancanza di dettaglio che, secondo la senatrice, rischia di compromettere trasparenza e correttezza nell’uso delle risorse pubbliche.
I rilievi di AGEA
Particolarmente allarmanti sono le risultanze delle verifiche incrociate condotte dall’Agenzia nazionale per le erogazioni in agricoltura nel novembre scorso. Su un flusso complessivo di 122 milioni di euro stanziati tra il 2016 e il 2022 a favore delle aziende agricole colpite dalla Xylella, circa 18,8 milioni di euro sarebbero stati concessi a beneficiari per i quali “non si rileva la presenza di piante”.
Oltre il 51 per cento di queste posizioni riguarderebbe aziende con fascicoli aziendali chiusi per cessazione dell’attività o addirittura per decesso del beneficiario, per un totale di oltre 2.500 casi.
I limiti al sostegno e i controlli regionali
Nell’interrogazione viene richiamato anche l’articolo 9, comma 4, del decreto interministeriale, che limita il contributo compensativo di sostegno al reddito a una sola annata agraria, salvo il caso delle imprese che si impegnino a proseguire l’attività agricola con coltivazioni arboree, per le quali il sostegno può essere riconosciuto per un periodo non superiore a tre anni.
Fallucchi chiede ai ministri di chiarire se, alla luce delle verifiche di AGEA, sia stato accertato che la Regione Puglia disponga di sistemi tecnici adeguati a verificare l’idoneità dei richiedenti ai benefici economici e quali modalità di controllo siano state effettivamente applicate dagli uffici regionali competenti.
Il recupero delle risorse e le domande respinte
Un altro punto centrale riguarda il recupero delle risorse finanziarie indebitamente concesse, comprese quelle eventualmente erogate alla stessa azienda sia come indennizzo per i danni da Xylella sia nell’ambito del Complemento di sviluppo rurale della Regione Puglia, in particolare sulle misure a superficie e su quelle strutturali legate all’impianto olivicolo e alla produzione di olio.
Resta inoltre da chiarire perché, a fronte di 9.136 domande di contributo per il reimpianto presentate dalle aziende agricole, soltanto 1.341 abbiano effettivamente ricevuto i fondi, con il rischio di penalizzare proprio le imprese che intendono investire nella rigenerazione del patrimonio olivicolo.
“Una questione di legalità e rispetto”
“È indispensabile garantire trasparenza, tracciabilità e correttezza nell’assegnazione delle risorse pubbliche”, sottolinea Fallucchi. “È una questione di tutela dell’immagine dell’Italia, di salvaguardia del patrimonio olivicolo pugliese e di rispetto nei confronti degli agricoltori onesti che attendono legittimamente gli aiuti per rigenerare i propri terreni”.
Secondo la senatrice, una risposta chiara e tempestiva da parte del Governo è fondamentale per ristabilire fiducia, legalità ed efficacia nell’azione pubblica di contrasto all’emergenza Xylella e per garantire che le risorse disponibili raggiungano realmente chi ne ha diritto.











