Foggia città sempre più solidale, sempre più vicina al mondo dei poveri e dei bisognosi. Ed un ruolo importante lo svolge la Fondazione Buon Samaritano, presieduta da Pippo Cavaliere. Ieri sera presso il Palazzo Vescovile, la tradizionale conferenza di fine anno. “È stato un anno molto impegnativo, basti pensare alle 238 famiglie che si sono recate in Fondazione, un numero di gran numero superiore agli anni passati. A molte famiglie siamo riusciti a d assicurare dei prestiti attraverso le banche convenzionate per risolvere i problemi di sovraindebitamento. Quest’anno abbiamo deliberato prestiti per un importo pari a quasi 12 milioni di euro, a fronte dei quali le banche convenzionate hanno provveduto ad erogare la somma di 500 mila euro. Inoltre in questi giorni abbiamo ricevuto dal Mef un ulteriore contributo di 450 mila euro”.
Cavaliere ha poi ricordato il trentennale della Fondazione. “Un altro momento fantastico per la nostra Fondazione, con la visita a sorpresa del ministro Piantedosi. Per noi un bel segno di riconoscimento”. Ma chi sono i nuovi bisognosi di Foggia? “Anche imprenditori e commercianti, persone che non riescono più a gestire il budget familiare ed hanno difficoltà ad affrontare questo disagio economico. Spesso ci troviamo difronte a quella che io definisco la più grande piaga sociale del momento: i debiti del gioco. L’unico modo per vincere al gioco è non giocare”.
E per il 2026 tante novità, ad iniziare dal primo agente AI. “Il linguaggio della campagna — declinata su formati 6×3 e sui canali social — è volutamente sobrio, diretto e non giudicante. Il copy descrive la difficoltà economica come un processo progressivo, evitando toni allarmistici o colpevolizzanti, e facendo riferimento a situazioni comuni e facilmente riconoscibili. In questo modo il messaggio riduce le resistenze iniziali, favorisce il riconoscimento del problema e rende più accessibile l’idea di fermarsi e chiedere supporto, senza sollecitazioni forzate o inviti espliciti all’azione. All’interno di questa strategia si inserisce ‘Samy’, il primo agente digitale – in Italia – basato sull’Intelligenza Artificiale progettato per facilitare il primo contatto tra le persone in difficoltà e la Fondazione. ‘Samy’ non prende decisioni, non valuta i casi e non fornisce soluzioni. Il suo ruolo si limita all’ascolto iniziale e alla raccolta ordinata delle richieste, all’interno di un ambiente riservato e protetto. L’utente può raccontare la propria situazione e, se lo desidera, lasciare i propri dati, che vengono successivamente gestiti dai volontari autorizzati per avviare un contatto umano e valutare il percorso più adeguato. Il nuovo agente AI rappresenta un elemento di innovazione responsabile nel panorama italiano del terzo settore, pensato esclusivamente per rafforzare le attività di prevenzione e di orientamento della Fondazione”.











