Continua a tenere banco nei paesi dell’Appenino Dauno, la nuova classificazione dei comuni montani, ritenuta dai sindaci non rispondente alle reali condizioni dei territori interessati. Ma cosa perderebbero i nostri comuni in termini di sviluppo economico?
“Nell’immediato perdono la possibilità di accedere ai fondi del FOSMIT, i fondi stanziati ogni anno per i comuni montani, poi perderanno una serie di opportunità per accedere alle misure specifiche previste da questa legge: sanità, scuola di montagna, servizi ecosistemici, tutela degli ecosistemi montani, ma soprattutto rischiano di perdere la propria identità, rischiando di uscire dai radar della politica”. Lo dice Gianfilippo Mignogna che per 15 anni, da sindaco di Biccari, si è sempre battuto per difendere la montagna foggiana, l’unica della Puglia.
Forse non tutti sanno che il comprensorio dei Monti Dauni con i suoi 29 comuni, consente alla Regione Puglia di accedere a tutta una serie di agevolazioni. Solo per l’identità montana di questo territorio. “Vanno assolutamente rivisti i criteri di classificazione e al di là di tutto le istituzioni locali devono rivendicare la propria identità facendo sentire le proprie ragioni, come stanno facendo in ogni parte d’Italia. Ecco, mi auguro che anche da noi, comuni e associazioni facciano la stessa cosa”.












