Dopo mesi di silenzio, Soccorsa Chiarappa affida a una lunga presa di posizione pubblica la ricostruzione delle dinamiche politiche che hanno seguito le ultime elezioni amministrative e che l’hanno portata a firmare il documento con cui si chiedono le dimissioni della vice sindaca Giuliani. Un racconto duro, che chiama in causa responsabilità politiche precise e parla apertamente di rottura definitiva.
Secondo Chiarappa, le elezioni hanno rappresentato “un disastro per l’intero centrodestra”, causato da protagonismi e personalismi che avrebbero finito per consegnare la vittoria alla sinistra. L’attuale sindaca viene descritta come politicamente collocata nel centrosinistra, avendo votato in Consiglio comunale provvedimenti chiave come il parcheggio di piazza Cavallotti e il progetto del mega impianto di compostaggio, prima di prendere le distanze a fine mandato e candidarsi con una lista civica composta, a suo dire, da esponenti di Movimento 5 Stelle, Azione e Partito Democratico.
Le scelte elettorali e la frattura interna
Nel racconto dell’ex coordinatrice regionale, una parte del centrodestra non sarebbe riuscita a trovare un’intesa autonoma, scegliendo infine di sostenere la sindaca. Una decisione che Chiarappa definisce emblematica di una strategia priva di coerenza politica, ricordando una frase pronunciata da un esponente della lista civica: “Se vogliono portarci i voti, non possiamo rifiutare”.
È in questo contesto che, spiega, le sarebbe stato chiesto di candidarsi nella lista della vice sindaca Giuliani. Una scelta accettata “con grande riluttanza”, già consapevole dell’esito che si profilava. La sconfitta al primo turno e il ballottaggio tra Colangelo e Masucci avrebbero confermato quelle previsioni.
Il nodo del ballottaggio e l’isolamento politico
La rottura definitiva, secondo Chiarappa, si consuma quando Giuliani decide di appoggiare Colangelo. “Dopo 25 anni di militanza nel centrodestra, per me era inconcepibile sostenere una candidata con una chiara appartenenza al centrosinistra”, afferma. Da quel momento, racconta, sarebbe stata esclusa dalla chat della lista e progressivamente emarginata da ogni accordo politico.
Chiarappa respinge anche l’idea di rivendicazioni personali: “Non ho mai avanzato pretese per incarichi istituzionali”. A suo giudizio, però, sarebbero state disattese promesse politiche nei confronti di chi aveva sostenuto fino alla fine il progetto “San Severo Ritornerà Bellissima”, mentre la gestione del potere sarebbe diventata accentratrice, secondo una logica definita da lei stessa come “asso piglia tutto”.
“Ogni promessa è un debito”
Nel suo intervento, Chiarappa rivendica un principio che considera fondante della politica: “Ogni promessa è un debito”. Anche un singolo voto, sostiene, merita rispetto e riconoscimento, perché il risultato elettorale è sempre frutto di un lavoro collettivo. L’assenza di questo approccio avrebbe prodotto, a suo avviso, effetti negativi sull’intera comunità sanseverese.
La richiesta di dimissioni e l’accusa all’amministrazione
La conclusione è netta. Chiarappa giudica l’attuale amministrazione inefficiente e incapace di dare risposte alla città. Da qui la decisione di firmare il documento che chiede le dimissioni della vice sindaca Giuliani. “Non è accettabile tenere in piedi un’amministrazione che immobilizza una città per un semplice gettone di presenza. È una situazione vergognosa”, afferma.
Una presa di posizione che segna una frattura politica ormai dichiarata e che apre un nuovo fronte di tensione all’interno della maggioranza cittadina.













