È scontro aperto a Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo. Le organizzazioni sindacali del comparto e della dirigenza medica denunciano quello che definiscono un atteggiamento “irresponsabile, dilatorio e politicamente inaccettabile” da parte della governance dell’ospedale, dopo il fallimento della procedura di raffreddamento del conflitto avviata il 16 dicembre 2025.
Secondo i sindacati, la direzione avrebbe intrapreso una gestione che calpesta i diritti contrattuali, nega salari dovuti e disconosce le regole delle relazioni sindacali, tentando di imporre in modo unilaterale il passaggio dal CCNL Sanità Pubblica al CCNL Sanità Privata ARIS–AIOP per il personale del comparto e, per la dirigenza medica, dal contratto ARIS-ANMIRS degli Ospedali Religiosi al contratto ARIS-CIMOP delle Case di Cura Private.
Una scelta che le sigle sindacali giudicano grave e illegittima, perché comporterebbe una regressione dei diritti, una riduzione delle tutele e una precarizzazione del lavoro sanitario, con effetti diretti sulla qualità e sulla continuità dei servizi. Il timore dichiarato è quello di una fuga di medici, dirigenti sanitari e operatori verso altre strutture pubbliche, con il rischio di compromettere reparti strategici e la sicurezza delle cure.
Diffide, cause e sciopero
La risposta sindacale sarà dura. È stata dichiarata una fase di conflitto permanente, sindacale, legale e istituzionale. A partire dalla prossima settimana, il personale del comparto notificherà oltre mille diffide e messe in mora alla direzione generale per il mancato riconoscimento degli arretrati contrattuali e per l’adeguamento al CCNL 2022/2024. La dirigenza medica, inoltre, chiederà il pagamento di oltre 70mila ore di lavoro eccedente svolte nel 2024 e mai retribuite, riservandosi di estendere le richieste agli anni precedenti.
In assenza di risposte immediate, le organizzazioni sindacali annunciano il ricorso diretto al Tribunale, chiamando la controparte ad assumersi tutte le responsabilità economiche, giuridiche e d’immagine. Parallelamente sono in preparazione azioni legali per il mancato riconoscimento dell’indennità di malattie infettive durante il periodo Covid-19, prevista dal contratto nazionale.
Nel rispetto delle procedure di legge, è già stata avviata la proclamazione dello sciopero generale per l’intera giornata del 9 gennaio 2026, ritenuto “inevitabile” di fronte alla chiusura della direzione e all’assenza di volontà di confronto. I sindacati precisano che Casa Sollievo “non è una casa di cura privata” e non può essere trattata come tale sul piano contrattuale.
Sfiducia e appello al Vaticano
Le sigle FP CGIL, FP CISL, UIL FPL, FIALS, Nursind, Nursing Up, ANMIRS e ANAAO annunciano anche la predisposizione di due note unitarie per chiedere formalmente la sfiducia dell’attuale direttore generale e dell’intero Consiglio di amministrazione. Contestualmente, sarà richiesta l’apertura di un tavolo di confronto a Roma con la Segreteria di Stato Vaticano, ritenuta responsabile ultima della governance dell’ospedale.
Secondo i sindacati, il mandato dei lavoratori è chiaro: utilizzare tutti gli strumenti consentiti dalla legge affinché la Santa Sede intervenga per fermare scelte che starebbero mettendo a rischio il futuro della struttura e il diritto alla salute dei cittadini.
Fiaccolata il 22 dicembre
Nel quadro della mobilitazione, è stata organizzata una fiaccolata pubblica per il 22 dicembre alle ore 17, aperta ad associazioni, sindaci, rappresentanti istituzionali e cittadini. Il corteo partirà da Piazza dei Martiri, attraverserà Viale Cappuccini e si concluderà nelle adiacenze dell’ospedale.
“Non è una vertenza corporativa – ribadiscono le organizzazioni sindacali – ma una battaglia collettiva per la difesa della sanità, del lavoro e dei diritti dell’intera comunità”. La richiesta finale è la convocazione immediata per la definizione dei servizi minimi in vista dello sciopero di gennaio. La linea resta ferma: nessun passo indietro senza il ritiro formale della nota sul cambio di contratto.












