“Protestano contro chi finalmente agisce”. È una critica dura e senza sconti quella affidata a una nota dalla senatrice Anna Maria Fallucchi, che interviene sulla manifestazione organizzata in Capitanata sul tema del tubone Molise–Puglia, definendo la protesta un esempio di “strabismo politico” e di corto circuito istituzionale.
Secondo la parlamentare, in piazza non sarebbero scesi semplici cittadini, ma esponenti politici che hanno avuto e hanno tuttora ruoli di governo a livello regionale e provinciale. Una protesta che, per Fallucchi, finisce per rivolgersi contro se stessa. Riferimento alla presenza del presidente della Provincia e sindaco di Vieste, Giuseppe Nobiletti e dei neo consiglieri regionali rieletti Rosa Barone e Antonio Tutolo.
In piazza chi ha governato per anni
Nel mirino finiscono consiglieri regionali di maggioranza ed esponenti del centrosinistra, tra cui anche rappresentanti del Movimento 5 Stelle e il presidente della Provincia. Figure che, secondo la senatrice, oggi rivendicano attenzione per il territorio e attaccano genericamente “la politica”, dimenticando di essere stati protagonisti delle scelte – o delle mancate scelte – degli ultimi anni.
“Viene da chiedersi se davanti a loro ci fosse uno specchio”, afferma Fallucchi, che richiama direttamente le responsabilità dei governi nazionali e regionali del passato, guidati dal centrosinistra e dai 5 Stelle, senza che l’opera strategica per l’approvvigionamento idrico della Capitanata abbia mai superato la fase delle promesse.
Un’opera ferma per decenni
La senatrice ricostruisce una lunga stagione di immobilismo. Il tubo Molise–Puglia, atteso dal mondo agricolo e dai territori colpiti dall’emergenza idrica, sarebbe rimasto lettera morta durante i governi nazionali di centrosinistra, durante le esperienze di governo con i 5 Stelle protagonisti e nel corso di vent’anni consecutivi di amministrazione regionale di sinistra, da Nichi Vendola a Michele Emiliano, fino all’attuale fase politica.
Un’inerzia che, secondo Fallucchi, rende paradossale la protesta di oggi, indirizzata contro il Governo guidato da Giorgia Meloni, indicato come il primo ad aver affrontato concretamente il dossier.
Il ruolo del Governo e delle Regioni
Nella nota viene chiarito un passaggio ritenuto fondamentale. Il tubo Molise–Puglia non sarebbe un’opera di competenza diretta del Governo nazionale, ma un’infrastruttura destinata a essere realizzata e gestita dal Consorzio di Bonifica della Capitanata, su impulso delle Regioni Molise e Puglia.
Nonostante ciò, secondo la senatrice, l’esecutivo avrebbe deciso di intervenire in maniera risoluta, superando resistenze storiche e imprimendo una svolta decisiva. Il Governo avrebbe favorito il superamento del veto del Molise, garantendo risorse e misure compensative, affidato il dossier al commissario straordinario per l’emergenza idrica, stanziato i fondi e avviato un’interlocuzione concreta con il soggetto attuatore.
Un’accelerazione che, viene sottolineato, sarebbe stata riconosciuta anche dallo stesso Consorzio di Bonifica della Capitanata.
“Uno strabismo politico grottesco”
Per Fallucchi, la scena di amministratori e consiglieri di maggioranza regionale in piazza contro il Governo nazionale rappresenta un cortocircuito politico. “Non protestano contro chi non ha fatto nulla mentre governava”, afferma, “ma contro chi oggi sta finalmente realizzando l’opera”.
La conclusione è netta e rivendicata con forza: il percorso avviato non si fermerà. “Noi andiamo avanti. E quest’opera si farà. Grazie a questo Governo”, è il messaggio finale della senatrice, che rivendica la svolta dopo anni di attese e promesse rimaste inevase.










