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Home - Laboratori di analisi a rischio chiusura, Confcommercio Foggia lancia l’allarme

Laboratori di analisi a rischio chiusura, Confcommercio Foggia lancia l’allarme

Centinaia di posti di lavoro in bilico e servizi diagnostici a rischio: chiesto l’intervento urgente del Governo per prorogare le scadenze

Di Redazione
15 Dicembre 2025
in Foggia, Sanità & Salute
Adelia Aquilano

Adelia Aquilano

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I laboratori di analisi privati accreditati e Convenzionati con il SSN (Servizio Sanitario Nazionale) si preparano a licenziare il proprio personale: biologi, tecnici di laboratorio, infermieri e amministrativi riceveranno dal primo gennaio 2026 un’amara sorpresa. Dopo la stangata del nomenclatore tariffario che ha inciso profondamente sui bilanci delle strutture pubbliche e private accreditate con rimborsi al di sotto della soglia di produzione e stigmatizzato dal Tar Lazio come tariffario da rifare entro 365 gg dalla sentenza, incombe un altro problema: quello della riorganizzazione dei laboratori di analisi.

Il governo centrale ha promesso più volte di risolvere l’annoso problema del processo di riorganizzazione dei laboratori di analisi con l’avvio di un iter di modifica della norma stessa incardinato nel Ddl 1241 sulle prestazioni sanitarie che prevede dei criteri più consoni ed equilibrati, ma che ha necessità di più tempo per il completamento dell’iter burocratico. Esistono però delle scadenze temporali improrogabili, infatti dal primo gennaio 2026 entrerà in vigore la nuova normativa regionale che impone lo smantellamento della fase analitica della maggior parte delle strutture mettendo a repentaglio l’efficienza del servizio e la capillarità sul territorio.

Il problema della riorganizzazione dei laboratori analisi riguarda in particolare il raggiungimento della soglia di efficienza di 200.000 prestazioni erogate/annue che paradossalmente viene indicata come indice di qualità produttiva per continuare ad essere contrattualizzato con il SSN ma che con la qualità non ha nulla a che vedere.

La Regione Puglia già nel 2017 aveva risolto il problema determinando due modelli di rete con la DGR 736/2017, lasciando alle strutture la possibilità di organizzarsi in uno dei due modelli previsti. La maggior parte dei laboratori ha scelto, fino a oggi, il modello che permetteva di mantenere la propria organizzazione strutturale ed organizzativa, compresi i professionisti, continuando ad investire nella propria attività facendo confluire gli esami a ridotta frequenza in un laboratorio della rete. Altre strutture invece sono state vendute alle multinazionali affacciatesi sul territorio e tutte organizzate nel modello più confacente per il principio cardine di realizzare il massimo profitto centralizzando le analisi in una struttura e riducendo l’attività ai laboratori satelliti oggi diventati puri centri prelievi.

A seguito di interventi del governo centrale, la DGR 736/2017 pugliese è stata sostituita da una norma poi sospesa (grazie ad un emendamento milleproroghe) che prevede un solo modello organizzativo.

Fra pochi giorni, il 31 dicembre 2025, scadranno i termini della sospensione e le strutture dovranno convertirsi in un modello organizzativo che farà diventare loro dei semplici centri prelievi esponendo le piccole imprese allo shopping sanitario delle multinazionali.

A farne le spese saranno i professionisti ai quali è stato già delineato un futuro incerto dal prossimo anno e i cittadini che oltre alle annose liste di attesa vedranno viaggiare le proprie provette chissà dove e chissà per quanti km con conseguente prolungamento dei tempi di analisi e refertazione e impossibilità di erogare un servizio puntuale e coerente con i tempi delle cure. Ci chiediamo quindi se sia questo il modello di qualità che il cittadino si aspetta.

“Chiediamo che le promesse fatte vengano mantenute, che la politica tutta agisca richiedendo l’intervento urgente del ministero nella figura del ministro Schillaci e del sottosegretario Gemmato al fine di tutelare il settore che solo in Puglia occupa 2500 persone e quindi 2500 famiglie. Si chiede con fermezza a tutte le forze politiche di non permettere la distruzione del settore e di prorogare al 2026 la scadenza garantendo continuità dei servizi diagnostici ed evitando la desertificazione sanitaria”, ha commentato la presidente del sindacato Laboratori di Analisi Confcommercio Foggia, Adelia Aquilano. 

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Tags: Adelia AquilanoconfcommercioFoggialaboratori di analisilavororegione pugliaSaluteSanitàSSN
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