A Faeto, tra i Monti Dauni, il Natale non è soltanto addobbi e luci, ma un ritorno profondo alla cultura francoprovenzale che caratterizza il piccolo borgo più alto della Puglia. Da oggi prende il via un ricco calendario di appuntamenti che accompagnerà la comunità fino ai primi giorni del nuovo anno, con iniziative pensate per grandi e piccoli e dedicate alla lingua, ai sapori e alle tradizioni antiche del territorio.
Laboratori, storie e giochi della memoria
Presso l’edificio scolastico di Faeto, nei giorni 1, 3, 12, 17, 23, 29 e 31 dicembre, dalle 17.30 alle 18.30, prenderanno vita laboratori didattici e attività ludiche a cura di Maria Antonietta Cocco, Luigi Di Cicilia, Antonietta Meola e Amelia Poliseno. Spazio alla lettura di storie inventate, alla creazione di nuovi racconti e alla riscoperta dei giochi tradizionali che per generazioni hanno unito famiglie e comunità. Un momento aperto a tutti, pensato per ricostruire il filo della memoria attraverso gesti semplici e antichi.
Il 27 dicembre la tradizione diventa teatro
Sempre nella scuola di Faeto, il 27 dicembre alle 17.30 sarà presentata la rappresentazione “Lo Mestére de Faite: l’Enfanne e lu Serete de lo Cummenne”, insieme al calendario 2026 e a un libro dedicato interamente alle tradizioni del paese. Un appuntamento curato dall’associazione Aquilo, che da anni lavora per salvaguardare il patrimonio culturale e linguistico del borgo francoprovenzale.
Musica, sapori e comunità: “Pe sta ’nzenne!”
Il 29 dicembre alle 19, nel salone parrocchiale, la Corale Nuova Provenza APS inviterà la popolazione a condividere una serata speciale intitolata “Pe sta ’nzenne!”. Un evento che unisce canti, tradizioni culinarie e spirito comunitario, grazie alla collaborazione con il Comune di Faeto. Sarà un viaggio nei sapori autentici della gastronomia locale, accompagnato dalla musica che da sempre scandisce il Natale sulle montagne daunie.
Il 4 gennaio concerto nella chiesa S.S. Salvatore
Il nuovo anno si aprirà il 4 gennaio 2026 con un emozionante concerto della Corale Nuova Provenza presso la Chiesa S.S. Salvatore. L’iniziativa, che coinvolgerà anche i ragazzi della scuola, celebrerà i canti in lingua francoprovenzale e proporrà una videorappresentazione dedicata alla storia e all’identità del paese.
Il sindaco Pavia: “Meno luminarie, più radici”
“Un appuntamento che unisce memoria, voce e tradizione in una serata dal forte valore culturale”, afferma il sindaco Michele Pavia, sottolineando la filosofia alla base dell’intero programma. “Siamo fortemente convinti che le iniziative del periodo natalizio abbiano come obiettivo principale la tutela e la valorizzazione della lingua e della cultura francoprovenzale, una risorsa inestimabile che testimonia la nostra identità e la nostra storia. Meno luminarie ma più riscoperta delle nostre radici. Bunne fete a tutte quante!”.












