La tornata elettorale più tiepida degli ultimi anni per partecipazione – con un astensionismo che ha segnato pesantemente le urne – ha comunque prodotto, come sottolinea La Gazzetta del Mezzogiorno, quattro protagonisti assoluti: sono i candidati che hanno superato la soglia delle 30mila preferenze, autentici trascinatori nelle rispettive circoscrizioni.
Il più votato dell’intera Puglia è Francesco Paolicelli, consigliere uscente e braccio destro di Antonio Decaro negli anni da sindaco. Con 33.117 voti, Paolicelli si impone nettamente nel Barese, staccando tutti gli altri dem.
I quattro volti che dominano il voto di preferenza
Accanto a Paolicelli, brillano altri tre nomi: Stefano Minerva (Pd – Lecce): già sindaco di Gallipoli e presidente della Provincia, raccoglie 31.917 voti, forte di una rete radicata di amministratori e del sostegno della base che aveva accompagnato la figura del compianto Donato Metallo.
Paolo Pagliaro (Fratelli d’Italia – Lecce): con 30.339 voti, è il più votato del partito di Giorgia Meloni in Puglia, grazie anche alla struttura civica del Movimento Regione Salento.
Raffaele Piemontese (Pd – Foggia): assessore uscente alla Sanità, arriva a 30.273 preferenze in Capitanata.
Per i quattro “Mister Preferenze”, spiega La Gazzetta, non è esclusa una valorizzazione immediata nelle trattative in corso: nel centrosinistra devono essere assegnati la presidenza del Consiglio regionale e i dieci assessorati, mentre nel centrodestra Pagliaro potrebbe diventare capogruppo FdI o presiedere una commissione.
Vaccarella, Pagano e Matarrelli: il podio nel Barese
Nel dettaglio della provincia di Bari, spiccano i risultati di Elisabetta Vaccarella (Pd), assessora al Welfare del Comune di Bari: 26.714 voti, il miglior risultato femminile in Puglia; Ubaldo Pagano (Pd), deputato dell’area emilianista: 26.050 voti; Toni Matarrelli (Pd), ex sindaco di Mesagne: 24.499 voti, nuovo volto molto pesante nella geografia interna del partito.
Gli esclusi eccellenti
Non mancano i nomi di rilievo rimasti fuori dal Consiglio regionale: Nichi Vendola (Avs): escluso perché la lista non ha superato lo sbarramento; Gianfranco Lopane (Per): l’ex assessore al Turismo non ottiene il seggio nel Tarantino; Alessandro Leoci (Avanti-Popolari): più votato a Brindisi, ma la lista non supera il 4%; Ruggiero Mennea (Avanti-Popolari): fuori dopo due mandati; Francesca Bottalico (Decaro Presidente): fuori nonostante un buon risultato; Grazia Di Bari (Avs, Bat): la scelta del nuovo schieramento non paga; Viviana Guarini (M5S): terza nel collegio di Bari, nonostante il passato da consigliera regionale; Rosario Cusmai (Con): battuto dal lucerino Antonio Tutolo nel Foggiano; Domenico Damascelli (FdI): primo dei non eletti per soli 1.300 voti dietro Tommaso Scatigna; Fabiano Amati (Per): fuori a Brindisi.
Dati ancora ufficiosi
Come ricorda La Gazzetta del Mezzogiorno, i dati diffusi dal ministero dell’Interno tramite Eligendo restano ufficiosi in attesa della proclamazione ufficiale. Alcuni candidati – tra cui Damascelli, Lopane e la dem Lucia Parchitelli (fuori pur con 23.062 voti) – potrebbero presentare memorie o ricorsi alla Corte d’Appello per una diversa interpretazione delle norme elettorali.
La partita delle preferenze, dunque, non è ancora definitivamente chiusa. Quel che è certo, per ora, è che la Puglia ha scelto i suoi nuovi leader numerici – quattro campioni oltre quota trentamila – destinati a pesare nelle dinamiche politiche della legislatura appena nata.












