“In questo paese bisogna lottare per avere giustizia. Oggi l’ennesimo rinvio per un cavillo, uno degli imputati ha cambiato avvocato. La giustizia è sempre più lontana. Vogliamo rispetto. L’indifferenza che notiamo ci fa stare male. Stiamo vivendo un’offesa, non solo a noi ma a nostro figlio. Quanti altri schiaffi dobbiamo ricevere? Spero che questo video sia condiviso il più possibile nella speranza che arrivi alle istituzioni. Le cose devono cambiare”. Così Giuseppe Monopoli, padre di Donato, in un video pubblicato sui social. Oggi il processo di appello dopo l’annullamento delle condanne agli imputati da parte della Cassazione è stato rinviato a marzo 2026, lasciando nella desolazione la famiglia del ragazzo cerignolano morto all’età di 26 anni in seguito ad un pestaggio avvenuto nella discoteca “Le stelle” di Foggia nel lontano ottobre 2018.
Gli accusati sono i foggiani Francesco Stallone, difeso sin dal principio dall’avvocato Paolo D’Ambrosio e Michele Verderosa, entrambi coetanei della vittima. Verderosa ha cambiato legale che ha chiesto i termini a difesa facendo slittare l’udienza all’anno prossimo. Una battaglia giudiziaria infinita, dunque, che da tempo sta arrecando dolore a papà Giuseppe e mamma Donata, desiderosi di ottenere giustizia per il figlio.
Gli imputati vennero condannati inizialmente a 15 e 11 anni, poi scesi a 10 e 7 in secondo grado con l’accusa riformulata da omicidio volontario a omicidio preterintenzionale. Poi, però, il colpo di scena con la Cassazione che a inizio 2025 ordinò un nuovo appello annullando le condanne. Ed oggi l’ennesimo rinvio.










